Covid, fase 2: il ruolo dei mobility manager

 Fase 2 dell’emergenza Covid 19.  Roma Servizi per la Mobilità sta svolgendo, per conto del Campidoglio e con il supporto di tutti i mobility manager capitolini, due indagini per fotografare quale sarà la realtà degli spostamenti in questa seconda, delicata, fase di emergenza sanitaria. Le indagini sono rivolte sia alle aziende che hanno il mobility manager sia ai dipendenti.
 
La figura del mobility manager, ricordiamo, istituita con il decreto Ronchi del 1998, rappresenta un riferimento, all’interno di un’azienda o di un ente, per l’adozione, da parte dei dipendenti, di modalità spostamento casa-lavoro sostenibili. Non solo. Il ruolo del mobility manager è centrale anche per l’avvio delle azioni strategiche contenute nel Piano urbano della mobilità sostenibile (Pums). Le due indagini avviate da Roma Servizi per la Mobilità, hanno diversi obiettivi e sono dirette a interlocutori differenti.
 
La prima è rivolta proprio ai mobility manager delle aziende/enti della Capitale e ha l’obiettivo di monitorare quali azioni si possono attivare per ridurre quantitativamente gli spostamenti casa-lavoro facendo ricorso alla modalità smart working. Ossia quella che prevede di svolgere il proprio lavoro da casa. Inoltre, l’indagine tende a verificare se è il caso di modificare gli orari degli stessi spostamenti o di puntare sulle navette aziendali, la sharing mobility o la ciclabilità.
 
La seconda indagine, invece, è diretta ai dipendenti ed è finalizzata a comprendere la propensione al cambio delle modalità dei propri spostamenti soprattutto a causa delle nuove esigenze di distanziamento sociale previste nel decreto antivirus. Nella prima sezione di questa seconda indagine si esplora, tra i dipendenti, il sentimento rispetto all'esperienza smart working vissuta nella prima fase dell’emergenza sanitaria. Per i dipendenti, l’8 maggio è il termine ultimo per rispondere al questionario, messo a punto in seguito a un confronto con i mobility manager romani avvenuto nel corso della Commissione capitolina mobilità dello scorso 27 aprile e al quale hanno partecipato circa 100 dei 230 referenti.
 
Quindi, sul sito di Roma Servizi per la Mobilità si spiega come “attraverso questa indagine Roma Capitale chiede ai dipendenti delle aziende con mobility manager di immaginare quali potranno essere le loro scelte di spostamento quando riprenderanno, gradualmente, e in sicurezza, le attività lavorative e di vita quotidiana”. Ma, al di là di coloro che resteranno in smart working gli spostamenti in città dovranno rimanere sostenibili per molte ragioni. Per alleggerire i flussi di persone che utilizzano il trasporto pubblico, per contenere il traffico privato, per assicurare una maggiore garanzia in termini di distanziamento sociale. Anche per questo, secondo il Campidoglio, è fondamentale incentivare l’uso della bicicletta e della micromobilità, come ad esempio i monopattini, oppure di cambiare la modalità di spostamento anche attraverso l’utilizzo della mobilità condivisa, come car, scooter e bike sharing e car pooling. 
 
Le domande ai dipendenti, nel questionario di Roma Servizi per la Mobilità, sono mirate a far emergere sia le abitudini di spostamento prima dell’emergenza Covid 19, sia le intenzioni sul dopo, con il lento ritorno alla vita quotidiana e lavorativa. I questionari, anonimi, sono anche compilabili online su romamobilita.it nella sezione riservata al mobility manager.

a cura della redazione giornalistica di Roma Servizi per la Mobilità