Il 2020 è l’anno record per il risparmio di energia. Scesi i consumi di petrolio e le emissioni dannose

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I dati emergono dall’analisi trimestrale realizzata dall’Enea. Decisivo il ruolo delle auto elettriche

Un calo record per i consumi di energia e di emissioni Co2 in Italia.

Il 2020 e tutti i fenomeni generati dalle conseguenze della pandemia continuano ad essere oggetto di studio. L’analisi trimestrale del sistema energetico italiano, realizzata da Enea, evidenzia che sarà ricordato anche come l’anno del calo record in Italia dei consumi di energia pari al 10% in meno rispetto al 2019 (il 60% riguarda il petrolio). Così come le emissioni di CO2 segnano un meno 12%, anche come conseguenza della contrazione del Pil. L’analisi di Enea evidenzia anche l’aumento nelle importazioni di tecnologie cosiddette low carbon, ossia, a bassa emissione di carbonio. A fare la parte del leone in questo settore con il 56% sono stati veicoli elettrici ibridi e batterie, tutti elementi che nel 2019 coprivano il 33% del segmento import. Sul fronte del calo di consumi “la contrazione della domanda di energia è la più elevata dal biennio 1943/1944 - sottolinea Francesco Gracceva, il ricercatore Enea che ha coordinato l'analisi.

Per fare un paragone recente, nell’ultima crisi economica del 2009 i consumi si sono ridotti solo del 5,7%”. Con la forte riduzione di traffico stradale e aereo, il 60% del calo dei consumi di energia ha interessato il petrolio: “questo spiega - sottolinea Gracceva - perché il calo dei consumi di energia sia stato maggiore di quello del Pil con conseguente riduzione dell'intensità energetica”. Anche nel caso della Co2, il 30% della riduzione di emissioni è dovuto a riduzione di energie e minor utilizzo di fonti fossili. Se il petrolio ha visto una diminuzione, il gas sale su un ideale podio energetico come prima fonte in Italia al 37,4% sebbene i consumi risultino in calo del 5,6% sempre rispetto al 2019. Le rinnovabili sono stabili, mentre calano le importazioni di elettricità. Infine. l’analisi ha evidenziato un miglioramento dell'indice Ispred elaborato da Enea per misurare la transizione energetica sulla base dell'andamento di prezzi, sicurezza e decarbonizzazione. Il miglioramento si è tradotto in un più 38%. Lieve peggioramento invece per la sicurezza energetica: “Il settore elettrico – è la riflessione di Francesco Gracceva - si è trovato a dover gestire il forte incremento della generazione rinnovabile non programmabile che ha raggiunto nuovi massimi storici, con costi crescenti per la gestione in sicurezza del sistema”

(foto alvolante.it)

Articolo pubblicato sulla freepress di Trasporti & Mobilità del 5 marzo 2021.