Europa Verde: 10 nuovi piani d’azione per l’Unione. Tra gli obiettivi, ribadito quello sul taglio di CO2

Solo l’Ue metterà a disposizione risorse per 10 miliardi. Altrettante ne sono attese anche dagli Stati membri

Accelerare la transizione verso un’Europa verde, climaticamente neutra (con l’abbattimento dei gas serra) e digitale e, allo stesso tempo, migliorare la competitività dell’industria. Con questi obiettivi, la Commissione europea ha proposto di istituire 10 nuovi partenariati (ovvero dei piani di intervento) tra l’Unione, gli Stati membri e il mondo industriale. L’Ue metterà a disposizione 10 miliardi di euro e risorse analoghe sono attese dagli altri soggetti coinvolti.

In dettaglio, i partenariati europei sono approcci previsti da “Orizzonte Europa”, il nuovo programma di ricerca e innovazione dell’Unione. Si propongono di migliorare e accelerare lo sviluppo e l’adozione di nuove soluzioni in diversi settori mediante la mobilitazione di risorse pubbliche e private. Tra gli interventi previsti, quelli: sulla preparazione e la risposta dell’Unione europea alle malattie infettive; sullo sviluppo di un’aviazione pulita, a basse emissioni di carbonio; sull’uso di materie prime biologiche rinnovabili nella produzione di energia; sulla crescita delle tecnologie e delle infrastrutture digitali e della competitività digitale. I partenariati, che guardano all’obiettivo della neutralità climatica fissato dagli accordi di Parigi per il 2050, sono aperti a un ampio ventaglio di collaborazioni pubbliche e private.

Intanto, restando in tema di tutela ambientale, secondo il rapporto del Pefc Italia, il Programma di Valutazione degli schemi di certificazione forestale, nel nostro Paese sono in aumento gli ettari di boschi e foreste gestiti in maniera sostenibile con l’obiettivo di mantenere la loro biodiversità, produttività, capacità di rigenerazione e le loro funzioni ecologiche, economiche e sociali. Gli ettari di superficie verde gestiti in modo sostenibile sono aumentati, tra il 2019 e il 2020, di 8mila unità, arrivando a un totale di quasi 890mila.

Dalle associazioni ambientaliste, come Legambiente e Kyoto Club, è invece arrivato l’invito, per tagliare nettamente la CO2, a convertire alle energie rinnovabili anche i sistemi di riscaldamento degli edifici. Il 28 per cento dell’energia consumata nell’Unione, viene utilizzata per riscaldare gli ambienti, mentre più del 75 per cento dell’energia prodotta per il riscaldamento degli edifici privati residenziali proviene da gas, petrolio e carbone. Le emissioni di questo settore sono circa il 12 per cento di quelle totali