Incentivi, investimenti e infrastrutture: le tre parole guida per una mobilità più sostenibile

Schede primarie

Le strategie delle Istituzioni nel Rapporto del ministero dei Trasporti

Entro il 2030 l’Italia dovrà aumentare di almeno il 10% il numero degli spostamenti effettuati senza mezzi inquinanti. Con il trasporto pubblico, con mezzi condivisi, in bicicletta, con il monopattino o a piedi. L’obiettivo è scritto chiaro e tondo nel Rapporto “verso un nuovo modello di mobilità sostenibile” realizzato dal Mims (Ministero per le Infrastrutture e la Mobilità Sostenibile) e presentato dal ministro Enrico Giovannini.

L’incremento delle abitudini “green” non è il solo obiettivo da raggiungere da qui a otto anni. Il Rapporto ne definisce altri: la riduzione dei tempi di spostamento nelle aree metropolitane e della quantità di persone che dichiara di avere difficoltà di accesso ai mezzi pubblici, l’incremento di chi dichiara di essere soddisfatto della qualità del trasporto pubblico, l’abbattimento dei divari territoriali in termini di accessibilità, efficienza e qualità del Tpl, la sostituzione dell’intero parco autobus con vetture ad alimentazione elettrica o ad idrogeno, la diffusione di strumenti digitali per l’approccio Maas (Mobility as a service).

Obiettivi sfidanti per il cui raggiungimento, si legge nel Rapporto, serve una molteplicità di strumenti (da attuare anche grazie ai fondi del Pnrr e dei fondi strutturali che arriveranno gradualmente, dal 2026, a 5,35 miliardi rispetto agli attuali 4,95).  Occorrono incentivi monetari all’uso del trasporto pubblico e ad altre forme di mobilità sostenibile, maggiori finanziamenti al Tpl con nuove modalità di ripartizione, investimenti sulle reti di tram, metro, ferrovie locali, ciclovie e percorsi ciclopedonali). In modo particolare sulle infrastrutture, la strada da percorrere è tanta. Dal Rapporto emerge un ritardo in confronto ad altri Paesi europei. L’Italia ha meno di 1400 chilometri di rete urbana su ferro (metro, tram e ferrovie urbane) rispetto ai 1900 della Francia, ai 2300 della Spagna e ai 4700 della Germania. Lo studio ha anche fotografato la situazione della Mobilità nel primo trimestre di quest’anno. Tra gli altri spicca il dato sul trasporto pubblico locale che, lo scorso mese di marzo, ha recuperato il 7% di passeggeri rispetto al dato del dicembre 2021. 

Anna Donati (Presidente Roma Servizi per la Mobilità): "Finalmente la mobilità locale pienamente nell'agenda del governo"

La pubblicazione del Rapporto è stata anche l’occasione per un confronto tra istituzioni, operatori del settore e associazioni. Con la partecipazione della presidente e amministratrice delegata di Roma Servizi per la Mobilità, Anna Donati, del sindaco di Bologna, Matteo Lepore, del direttore generale di ATM Milano, Arrigo Giana, Raimondo Orsini, coordinatore dell’Osservatorio nazionale sharing mobility, Veronica Nicotra, segretario generale Anci, ed Edoardo Zanchini, responsabile politiche climatiche di Legambiente. Aprendo i lavori il ministro Giovannini ha sottolineato “la centralità dell'ultimo anno in tema di mobilità sostenibile. Ci sono segnali di inversione di tendenza, specie nei più giovani, verso l’utilizzo di nuove forme di spostamento. Occorre stimolare la domanda anche incentivandola, come ha fatto il governo, introducendo il bonus sugli abbonamenti e creando piattaforme digitali per la pianificazione degli spostamenti”.

La presidente di Roma Servizi per la Mobilità, Anna Donati, ha sottolineato il cambio di paradigma. “Finalmente - ha detto - la mobilità locale rientra pienamente nell’agenda del governo. Ora è in arrivo anche il Piano per la Mobilità ciclabile e siamo in attesa del PGTL, ma va rafforzata la coerenza tra questo Rapporto sulla mobilità locale ed i  Pums delle varie città. Va evitato che questi ultimi restino senza finanziamenti”. Serve poi, ha aggiunto, “una programmazione stabile oltre il PNRR fissato al 2026, per arrivare al 2030 per consentire una pianificazione degli interventi.” “Bene -ha concluso- l’incremento graduale dei fondi per il tpl entro il 2026. Ma se si vuole aumentare del 10% la mobilità sostenibile 5,3 mld non bastano. Occorre arrivare almeno a 6”. La presidente Donati, infine, ha auspicato un intervento legislativo per integrare il Codice della Strada che “va aggiornato recependo le nuove realtà di condivisione dello spazio pubblico. Servono riforme snelle, l’evoluzione è rapida. Le norme devono aiutare le città a realizzare gli investimenti e provvedimenti per la mobilità dei cittadini e cittadine”.

Qui puoi leggere la presentazione del Rapporto.

Qui, invece, il rapporto in dettaglio.