Mobilità romana tra presente e futuro

L'intervista al Vicesindaco con delega alla Città in Movimento Pietro Calabrese

Negli ultimi due anni la Mobilità romana ha assistito ad una piccola rivoluzione. Innanzitutto per l'adozione del Pums, il piano urbano della mobilità sostenibile che ha il compito di ridisegnare, per il prossimo decennio, il sistema dei trasporti nella nostra città, a pieno vantaggio del tessuto economico e sociale del territorio. Ma anche per il rinnovo del parco bus con l'acquisto e la messa in servizio di centinaia di nuove vetture; per i fondi ottenuti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per realizzare tre nuove tranvie, due funivie e l'acquisto di almeno 50 tram, nonché per la presentazione dei progetti per altre due linee tranviarie e il prolungamento della metro C. E ancora, per l'attività di progettazione e realizzazione di piste ciclabili ed “isole ambientali”, per lo sviluppo dei nuovi servizi di sharing, la promozione sugli abbonamenti under 16 e il servizio di trasporto per le persone con disabilità. Sono traguardi importanti a cui sono seguiti cambiamenti radicali nelle abitudini di mobilità delle persone in relazione all'emergenza sanitaria da Covid 19. Ne abbiamo parlato con Pietro Calabrese, neo vicesindaco della Capitale con delega alla Città in Movimento.

Vicesindaco, può raccontarci come il Covid ha influito sugli spostamenti in ambito urbano e come sono cambiati?

"Tutti i Paesi sono stati messi a dura prova nel fronteggiare l'emergenza sanitaria Covid-19. La mobilità urbana è di certo uno degli aspetti della nostra vita più interessati da questo cambiamento. Sono mutate sia le abitudini di spostamento delle persone che la visione collettiva della mobilità. Basti pensare che Roma è diventata la prima città in Italia per il numero di bici e monopattini in sharing. Oggi più che mai quindi è importante dare spazio a forme di mobilità diversificate, integrate e rispettose dell'ambiente, tenendo sempre presenti le caratteristiche del tessuto urbano e socio-economico della nostra città".

Negli ultimi tre anni è stata rinnovata oltre la metà della flotta Atac, quali sono gli obiettivi per i prossimi mesi?

"I nuovi bus in servizio sono la dimostrazione concreta dell'impegno e del percorso avviato sin dall'inizio della consiliatura per rilanciare il trasporto pubblico a Roma. In pochi anni abbiamo messo su strada oltre 700 nuovi mezzi, di cui oltre 550 comprati con risorse di Roma Capitale. Quest'anno ne arriveranno altri 212, tra i quali anche i bus ibridi di Atac. Entro fine 2021 quindi saranno 900 i nuovi bus nella flotta. Nessuno ha mai fatto investimenti simili prima di noi".

Le parole chiave per la mobilità del futuro restano sempre sostenibilità e intermodalità?

"Per la mobilità del futuro rimane assolutamente prioritaria l'esigenza di promuovere e rafforzare l'intermodalità tra diversi mezzi di trasporto ecosostenibili e alternativi all'auto privata, soprattutto nelle grandi città come Roma. Tutte le nostre politiche relative alla mobilità sono improntate ad un'alta integrazione tra diverse forme di spostamento: da una parte la rete portante su ferro, fatta di metropolitane e tranvie, che sia interconnessa ad un servizio di superficie sempre più capillare, in grado di raggiungere i cittadini nelle aree più periferiche; dall'altra un'infrastruttura ciclabile che consenta l'uso della bici e dei mezzi di micromobilità per soddisfare la domanda di spostamenti brevi o diretti ai nodi di scambio. Senza dimenticare le soluzioni che prevedono l'integrazione e la connessione anche tecnologica tra i diversi sistemi di trasporto: mi riferisco ad esempio al sistema Its che oggi, attraverso la Centrale della Mobilità, ci permette di raccogliere e scambiare informazioni in tempo reale sugli spostamenti nella nostra città".

Quali sono gli interventi infrastrutturali che l'Amministrazione capitolina sta realizzando?

"Abbiamo scelto di pianificare lo sviluppo della città con chilometri di infrastrutture tranviarie e linee metropolitane, accanto a tutti gli interventi relativi alla ciclabilità e la tutela e promozione della pedonalità. Per molti di questi progetti abbiamo già ottenuto i finanziamenti, come nel caso della nuova tranvia su Via Palmiro Togliatti e della metrotranvia Termini-Tor Vergata. Solo qualche settimana fa abbiamo presentato al Ministero dei Trasporti le istanze per la realizzazione di altre due linee tranviarie strategiche per la città, la Termini-Vaticano-Aurelio e la tranvia Vittorio-Venezia, insieme alla richiesta per acquistare nuovi tram e treni per le linee metropolitane. Abbiamo inviato al Mit anche il progetto definitivo della stazione Venezia della metro C, confermando gli indirizzi contenuti nello studio preliminare di tutta la tratta Venezia-Clodio, trasmesso al ministero lo scorso anno. Proseguiamo inoltre con i lavori di ampliamento della rete ciclabile, dopo aver completato negli ultimi due anni oltre 40 km di nuovi percorsi. Ricordo che il Pums, adottato dall'Assemblea capitolina nell'agosto 2019, prevede 38 km in più di rete metropolitana, 58 km di rete tranviaria e 293 di piste ciclabili".