Monitorare il territorio per ridurre gli effetti causati dal clima

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Un Pianeta in salute e una società giusta. Il duplice obiettivo della cosiddetta transizione ecologica.
“Non abbiamo la ricetta, non ce l’ha nessuno. Stiamo cercando di capire dove andare”. A dirlo è stato proprio il ministro della Transizione ecologica (ex ministero dell’Ambiente), Roberto Cingolani, nel corso del seminario web “Verso la Conferenza Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile”. “La sostenibilità è un concetto di compromesso fra diverse istanze, che cambiano nel tempo. I problemi sono tutti interconnessi e richiedono soluzioni multiple. Viviamo un’era non solo di debito economico ma anche di debito ambientale”, avverte Cingolani, ricordando come l’uomo continui a utilizzare più risorse di quelle che la Terra è in grado di dare. Nell’agenda del ministro ci sono: programmi internazionali e nazionali per l’ambiente, clima, trasporti, abitazioni, chimica, rifiuti, uso delle risorse naturali, cibo e biodiversità. “Con questa agenda avremo molto da costruire. Dobbiamo guardare al futuro con l’ottica di prevenire. Serveun’analisi del rischio di tutto quello che facciamo. Per la prevenzione bisogna utilizzare anche le nuove tecnologie. Tecnologie, ma anche l’educazione, la consapevolezza da parte di tutti che certe cose vanno cambiate, un tema a cui nella transizione ecologica dobbiamo prestare attenzione”‘
A proposito di prevenzione e supporto tecnologico, il ministro ha affermato come sia “importante osservare il territorio dell’Italia con sensori diffusi: satelliti, droni, sensori sulle condotte di acqua e gas”.
Sensori per raccogliere informazioni, metterle in comune e analizzarle, così da poter, ad esempio, “monitorare le perdite delle condutture, o la resistenza di strade e ponti”.
L’obiettivo è quello di rendere l’Italia un Paese “smart, sicuro, che è capace di prevedere e per riuscirci si devono mettere insieme dati diversi”
 
 
 
Articolo pubblicato sulla seconda pagina di Trasporti & Mobilità del 4 marzo 2021