Nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza sono già disponibili circa 48 miliardi di euro.

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Lo ha dichiarato in un’audizione parlamentare il ministro alle Infrastrutture e alla Mobilità Sostenibile, Giovannini.

Nella bozza del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), in fase di revisione del ministero alle Infrastrutture e della mobilità sostenibile, le risorse assegnate al dicastero ammontano a circa 48 miliardi di euro, di cui 32 aggiuntivi. In particolare per la rivoluzione green e la transizione ecologica ci sono 13,2 miliardi. Lo ha dichiarato il ministro alle Infrastrutture e della mobilità sostenibile, Enrico Giovannini, nel corso di un’audizione presso le commissioni Ambiente e Trasporti della Camera, sulle linee programmatiche del suo dicastero anche il relazione al Recovery plan.

Durante l’intervento il ministro Giovannini ha indicato gli obiettivi. “Tra gli impegni ci sono la trazione alternativa per il trasporto passeggeri con idrogeno, anche per il settore ferroviario, il rinnovo del parco autobus con sostituzione del diesel con mezzi a trazione elettrica e il trasporto pubblico locale”. E ancora, le ciclovie turstiche e urbane; l’efficientamento energetico dell’edilizia pubblica, incluse le cittadelle giudiziarie; l’efficientamento delle reti e risorse idriche con l’ampliamento degli invasi e la riduzione delle perdite; l’acquisto di nuovi treni e mezzi navali per l’intermodalità. Poi, il monitoraggio tecnologico di ponti, viadotti e strade e un nuovo sistema per la gestione dei rifiuti per i porti, nell’ambito del piano “Green port” e la digitalizzazione del sistema di controllo spazio aereo dell’ENAV. Contemporaneamente, il ministero della Transizione ecologica fa sapere che “intende cogliere le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali per digitalizzare gli uffici, la rete dei parchi e le principali attivita di monitoraggio del territorio. Gli obiettivi prioritari sono quelli di migliorare la prevenzione e la sicurezza del territorio e della sostenibilità ambientale, integrando tutte le tecnologie disponibili, come Intelligenza artificiale, cloud, satelliti, droni e sensori a terra”. Lo ha affermato il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, anche lui nel corso della sua audizione, in videoconferenza, ma stavolta presso le commissioni congiunte Industria, Attività produttive e Ambiente di Senato e Camera. “Il paniere delle tecnologie nazionali si deve dotare di questi strumenti utili anche alla prevenzione di danni ambientali e calamità naturali” - ha sottolineato Cingolani.

(foto protectaweb.it)

 Articolo pubblicato nella freepress Trasporti & Mobilità del 17 marzo 2021.