Il presente ed il futuro dell’azienda dei trasporti. Lo stato dell’arte delineato da Giovanni Mottura.

Schede primarie

Tra le priorità i ristori per le perdite causate dalla pandemia, il rinnovo costante della flotta e gli investiment
“La pandemia non ha stravolto solo il trasporto locale, ma tutta l’economia del paese”. Comincia da qui la lunga riflessione dell’amministratore unico di Atac, Giovanni Mottura, sul presente e il futuro di un’azienda che deve gestire la procedura del piano di concordato e insieme le difficoltà legate all’attuale emergenza economico-sanitaria. “Abbiamo visto crollare i nostri volumi di domanda del servizio, che rimane inferiore di oltre il 60% rispetto al passato. Questo significa che ci sono venuti a mancare circa 140 milioni nel 2020, che in parte saranno ristorati dai contributi che il governo ha concesso a tutte le aziende di trasporto italiane, ma che ad oggi sono arrivati solo in parte. Per questo motivo e per evitare tensioni finanziarie, abbiamo chiesto a Roma Capitale un’anticipazione di 40 milioni che restituiremo entro un anno dall’erogazione. Inoltre, per mantenere in equilibrio l’azienda, abbiamo continuato ad investire. Abbiamo comprato 100 bus ibridi che entreranno in servizio proprio quest’anno, per mantenere la crescita dei volumi di produzione che è un pre-requisito della sostenibilità del piano di concordato, la cui attuazione, ci tengo a sottolinearlo, non genera preoccupazioni. Purtroppo l’evoluzione della pandemia è ancora incerta, ma ricordo a tutti che Atac ha già pagato i creditori privilegiati e che i numeri del primo bimestre del 2020 erano più che incoraggianti. Per il futuro sono state individuate una serie di azioni che messe insieme consentiranno di alimentare il conto corrente destinato al rimborso dei creditori, secondo quanto prevede il piano di concordato”.
Guardando al futuro, con la speranza che le vaccinazioni possano velocemente portare alla fine dell’emergenza sanitaria, Mottura traccia il percorso che l’azienda dovrà seguire nei prossimi anni: “La prima cosa da fare per avere efficienza è avere a disposizione una flotta e delle infrastrutture rinnovate. Ogni anno l’azienda deve essere messa in grado di comprare almeno 150 bus per avere un’età media della flotta coerente con l’efficienza del servizio. Bisogna inoltre investire costantemente sulle reti, tranviarie come metropolitane, per evitare che succedano casi gravi come quello che stiamo vivendo sulla rete tram, dove abbiamo dovuto sospendere la linea 2 per deficit di investimenti manutentivi sui binari. Poi bisogna lavorare sull’organizzazione interna. Molto è stato fatto. La produttività è cresciuta e anche le vendite, prima della pandemia. Eravamo riusciti anche a dare una sterzata importante alla lotta all’evasione tariffaria, purtroppo oggi interrotta a causa del divieto di svolgere verifica biglietti”.
 
Articolo pubblicato sulla freepress di Trasporti & Mobilità del 10 marzo 2021.