La Stazione Tiburtina si avvia a diventare la “Casa delle Tecnologie Emergenti”

Un polo dedicato all’innovazione

Il piano per realizzare, alla stazione Tiburtina, la “Casa delle Tecnologie Emergenti”, va avanti. Il Dipartimento capitolino Patrimonio e Politiche Abitative ha stipulato con Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS) gli atti notarili con i quali Roma Capitale godrà gratuitamente per 30 anni del diritto d’uso di locali per oltre 1000 mq dello scalo ferroviario. Dunque, le stazioni stanno divenendo poli non solo di mobilità, ma anche di servizi e funzioni. Gli spazi che Roma Capitale ha ottenuto gratuitamente da RFI, saranno consegnati all’Uf cio di Scopo del Dipartimento Sviluppo Economico e Attività Produttive. “Due spazi - si legge in una nota del Campidoglio - da destinare alla “Casa delle Tecnologie Emergenti”: uno all’interno di un avveniristico contenitore sospeso a doppio livello ovvero in una delle cosiddette “bolle” della grande galleria vetrata sopra la piattaforma dei binari, l’altro con ingresso. da via di Pietralata”. E proprio nel “viale” urbano di stazione che unisce due quartieri, Pietralata e Nomentana, verrà realizzato questo centro di sviluppo Finanziato con risorse del Ministero per lo Sviluppo Economico. “Un nuovo polo delle tecnologie emergenti dedicato a creatività ed innovazione con progetti di ricerca/sperimentazione per start up e piccole medie imprese”. “L’acquisizione dei locali di RFI all’interno della stazione Tiburtina - ha commentato la sindaca Raggi - ci consente di utilizzare spazi preziosi per dare vita a un acceleratore dell’innovazione per promuovere un modello di sviluppo virtuoso che vede coinvolti attori pubblici e privati. Sarà un luogo dove talenti, imprese e nuove energie imprenditoriali troveranno opportunità di crescita e sperimentazione, in linea con la nostra visione di Smart City e di riquali cazione delle infrastrutture con servizi all’avanguardia”.