Permessi QR code, Brinchi: nessuna violazione della privacy. I dati non sono sensibili e servono alle verifiche delle forze dell'ordine

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In relazione a notizie di stampa, Stefano Brinchi, presidente e amministratore delegato di Roma Servizi per la Mobilità, sottolinea "l'assoluto rispetto della normativa sulla privacy da parte dei permessi Ztl e sosta con QR code. Contrariamente a quanto sostenuto negli articoli, attraverso la scansione del codice, realizzabile da un'app che si può scaricare su qualsiasi dispositivo, non è possibile risalire a dati sensibili. Le sole informazioni contenute nel QR sono quelle relative al numero del permesso, alle date di decorrenza e di scadenza, alla targa del veicolo associato, all'ambito territoriale di riferimento in cui si può accedere e/o sostare e al nominativo del titolare del contrassegno (non a quello del proprietario del veicolo), sia esso ente, azienda o persona fisica. Le ragioni che hanno portato ad adottare l'attuale QR, dal quale si può risalire all'identità del titolare del permesso, sono semplici. La prima è legata alla verifica dei requisiti da parte delle forze dell'ordine. Il permesso, va ricordato, è concesso alla singola persona, non è legato alla targa del veicolo. Ad un controllo, quindi, un agente deve essere in grado di verificare che alla guida ci sia effettivamente il titolare autorizzato. Ciò, evidentemente, è possibile solo incrociando i dati del permesso, attraverso il QR code, e il documento mostrato. Con i nuovi permessi digitali (che consentono al cittadino di ricevere il contrassegno mediante posta elettronica, evitando spostamenti e file agli sportelli), inoltre, la stampa della ricevuta è affidata al singolo che può farla comodamente da solo attraverso il file pdf che viene spedito in allegato. Lasciare il riscontro sull'identità del titolare soltanto a questo documento cartaceo sarebbe però pericoloso. Esso, infatti, è facilmente falsificabile. Si è quindi scelta l'unica strada percorribile: quella dei dati, non alterabili e soprattutto non sensibili (ai sensi della vigente normativa sulla privacy), contenuti nel QR code".