Piano Generale del Traffico Urbano (PGTU)

Il Piano Generale del Traffico Urbano è un documento di pianificazione e programmazione che definisce l'idea di città in movimento che si vuole perseguire. A 15 anni dall'approvazione del primo PGTU di Roma, il Campidoglio ha messo a punto un nuovo Piano che è stato presentato alla città nel corso di un evento aperto a tutti al quale erano presenti, tra gli altri, associazioni di cittadini e rappresentanti dei Municipi.

Il nuovo Piano Generale del Traffico Urbano segue un iter di approvazione che è partito da una fase di consultazione preventiva attraverso la sua pubblicazione on line sul sito Muoversi a Roma. Con Delibera di Giunta Capitolina n. 70/2014 è stato approvato il testo provvisorio del PGTU ed i suoi allegati "Regolamento Viario e Classifica funzionale", "Perimetrazione dei centri abitati" e "Masterplan delle tecnologie per la mobilità". Successivamente, è stato possibile inviare al Dipartimento Mobilità e Trasporti osservazioni da parte dei soggetti interessati, inclusi i singoli cittadini, che sono state valutate e (se accolte) introdotte nella documentazione del Piano.

Il nuovo PGTU è stato approvato dall’Assemblea Capitolina con Delibera n. 21 del 16 aprile 2015.

Le premesse del nuovo Piano sono partite dall'osservazione di una realtà profondamente modificata rispetto a quella del 1999. In questi ultimi 15 anni, infatti, Roma è cambiata e con essa sono mutate le modalità di spostamento di residenti e pendolari. Basti pensare che la percentuale di chi abita fuori dal Grande Raccordo Anulare è passata dal 18% di allora al 26% attuale e, con gli effetti del nuovo Piano Regolatore, la quota è destinata a superare il 30%. Per questo gli spostamenti giornalieri dei pendolari, dal 2004, sono cresciuti del 50%, passando da 550mila a oltre 820mila, con una perdita nel traffico di circa 135 milioni di ore ogni anno per un danno economico stimato in 1,5 miliardi di euro. A questo si aggiunge il dato della sicurezza stradale, che in città vale 1,3 miliardi di euro di costi sociali dovuti agli incidenti. Almeno il 60% degli spostamenti dall’area metropolitana al centro della città oggi avviene ancora con il mezzo privato. In termini numerici significa che oggi i veicoli potenzialmente circolanti, inclusi moto e motorini, sono 2,8 milioni con un tasso di motorizzazione che nel 2011 era di 978 veicoli ogni mille abitanti, contro i 398 di Londra e i 415 di Parigi. Di contro, il parco mezzi dell’Atac è sempre più datato e la rete di corsie preferenziali è ferma ai circa 100 chilometri del 2007.

Piano Generale del Traffico UrbanoIl nuovo Piano Generale del Traffico Urbano intende andare a coprire le carenze del servizio di trasporto pubblico, offrendo mezzi più veloci, aumentando del 40% il numero delle corsie preferenziali e migliorando il sistema di collegamento tra il Centro e le zone esterne al GRA.

Dalle regole ai sistemi 

Questa formula riassume la visione della mobilità cittadina proposta nel nuovo Piano Generale del Traffico Urbano. Il vecchio Piano, infatti, ha portato una serie di importanti benefici e cambiamenti, come l’aumento dell’offerta di trasporto pubblico, la regolazione della sosta, le Zone a Traffico Limitato, le isole pedonali: novità per una città che (alla fine degli anni ‘90) doveva adeguarsi alle esigenze dell’epoca, tra le quali spiccava quella della lotta all’inquinamento atmosferico. Ma, oltre al fatto che nel frattempo Roma è ulteriormente cambiata facendo perdere parte dell’efficacia di quegli interventi (basti pensare alla rete di trasporto pubblico), l’idea di città in movimento veniva declinata attraverso l’affermazione di regole efficienti ed efficaci.

Il nuovo PGTU sposta l’asticella più in alto, inserendo queste regole in un quadro generale di interventi che devono fare sistema. Il tutto con un passaggio graduale da una logica di mero controllo e repressione a una che premia e incentiva i comportamenti virtuosi che guardano alla collettività. Largo quindi a car e bike sharing, mobility management, trasporto pubblico, sosta tariffata, isole ambientali, open data e tecnologia per aiutare le scelte dei cittadini.

L’obiettivo è quello di presentare, nel 2020, una città con un trasporto pubblico efficiente e più competitivo rispetto all’autovettura, dove spostarsi a piedi e in bicicletta sia facile e conveniente, camminare sulle strade e nei quartieri sia sicuro, prima di tutto per bambini e anziani; una mobilità multimodale e a basso impatto, inclusiva e aperta all’innovazione tecnologica.