Diffondere la cultura della sicurezza stradale. Mutuando e facendo tesoro delle esperienze già maturate in vari Paesi dell’Unione europea. Se ne è parlato nel meeting organizzato nell’ambito del progetto “Roads4All”.
Una proficua occasione di confronto e messa a fattore comune di politiche per la sostenibilità. Roma su questo versante sta facendo molto negli ultimi anni.
Ma, anche grazie al contributo dei vari partner continentali, altrettanto potrà e dovrà fare nel prossimo futuro.
Il convegno ha di fatto avviato l’approdo del progetto europeo nella realtà romana. Che vede come primo passo la costituzione del Living Road Board (LRB).
Un organismo che avrà come primo compito l’allineamento tra i vari partner e il coinvolgimento attivo di tutte le realtà partecipanti. Per l’esordio capitolino era fondamentale presentare quanto si è già fatto sul fronte della sicurezza.
A spiegarlo è stato l’ingegnere Fabrizio Benvenuti di Roma Servizi per la Mobilità che ha illustrato i molti interventi realizzati a cominciare dai black points (sia veicolari che pedonali) già completati (è stato portato a esempio quello di via Cristoforo Colombo/via Canale della Lingua), fino alle zone 30 (come quelle di Casal Monastero e Ostia Antica) e le strade scolastiche (come quella di via Monte Ruggero, dove l’urbanismo tattico si e sposato con la sicurezza dei ragazzi).
Sempre sul tema delle strade scolastiche ha posto l’accento Anna Becchi, rappresentante dell’associazione europea Cleancities, che ha ribadito l’importanza e il buon impatto di quanto è stato già fatto a Roma.
A chiudere i lavori Francesca Chiodi (Movimento Diritti dei Pedoni), che ha illustrato le prospettive sulla sicurezza dei pedoni, la percorribilità, l’accessibilità e lo spazio pubblico inclusivo.
