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Mobilità e parità di genere, Rsm racconta la sua esperienza

In commissione comunale

Pubblicato il: 20/04/2026 - Aggiornato il: 20/04/2026

dal 04 Agosto 2023 al 06 Agosto 2023

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Fare rete, anche sulla mobilità di genere. Fare rete e condividere esperienze, con il supporto di Anci (l’Associazione dei comuni) e Asstra (quella delle aziende dei trasporti), per superare tra l’altro il “gender gap” nel mercato del lavoro: nella logistica e nei trasporti, le donne rappresentano solo il 22 per cento del personale occupato (dati Istat 2023).

Fare rete, partendo dalla propria esperienza, che ha portato (nel 2024) all’ottenimento della certificazione parità di genere e una distribuzione in equilibrio tra lavoratrici e lavoratori, e offrendola alle altre aziende.

Roma Servizi per la Mobilità ha condiviso il proprio lavoro su “donne e mobilità” nel corso di una commissione capitolina congiunta Pari Opportunità (presieduta da Michela Cicculli) e Mobilità (con la vicepresidente Elisabetta Lancellotti). Presente il “Comitato Guida” Parità di Genere di Rsm.

A raccontare le attività già realizzate e quelle in corso la presidente e Amministratrice delegata di Roma Servizi per la Mobilità, Anna Donati.

Punto di riferimento, fatto di numeri ed esperienze, il convegno nazionale “Donne e Mobilità”, che si è svolto a Bologna lo scorso 20 gennaio. Un momento di incontro e confronto, che ha anche permesso di mettere a fattor comune i dati sulla mobilità femminile, di definire obiettivi e di dare l’avvio a un documento preparatorio che porterà alla stesura di una “Carta per la mobilità di genere”.

Come emerso anche nei dati dell’Osservatorio “Audimob” di Isfort (l’Istituto per la formazione e la ricerca nei trasporti), il 34,4 per cento degli spostamenti delle donne è legato alla gestione familiare, contro il 27,1 per cento di quello degli uomini; le donne mostrano una maggiore propensione alla mobilità sostenibile (34,5 per cento), ricorrendo più spesso al trasporto pubblico (8,5 per cento) e agli spostamenti a piedi (23 per cento) rispetto agli uomini.

Resta però marcato il divario nell’accesso al lavoro: solo il 23,1 per cento degli spostamenti femminili è motivato da ragioni professionali, contro il 31 per cento di quelli maschili.

La mobilità non può più essere considerata un servizio neutro, ma deve essere riconosciuta come uno strumento di democrazia e di parità.

Progettare una città che funzioni per le donne, significa progettare una città più sicura e accessibile per tutti: bambini, anziani e per l’intera comunità.

Altro tema centrale è la sicurezza dello spazio pubblico. Quindi anche sui mezzi pubblici utilizzati per gli spostamenti. E alle fermate.

Ad esempio le nuove pensiline “smart” che Atac sta installando vanno in questa direzione, con una maggiore illuminazione per le ore notturne e la possibilità di ricaricare il cellulare.

E poi c’è la sicurezza stradale, che ha un grande valore anche leggendo i dati dal punto di vista proprio del genere: nell’80 per cento dei casi, a perdere la vita per un incidente stradale è un uomo. Le donne alla guida sono molte e mostrano una maggiore prudenza.

Fondamentali allora diventano le attività di sensibilizzazione e formazione rivolte ai più giovani (Roma Mobilità in tal senso da febbraio sta portando avanti un progetto nelle scuole).

Tra le azioni che Rsm sta per mettere in campo, infine, la presidente Donati ha citato una campagna di comunicazione allo studio con Roma Capitale che ricordi l’iniziativa “Taxi Rosa”, che prevede uno sconto del 15 per cento per le donne che scelgono di spostarsi con le auto bianche nelle ore notturne.

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