A misura umana. Partire dall’asfalto, dalle strade, e provare a riprogettare quello che è uno spazio pubblico per definizione trasformandolo da un luogo di esclusiva, o quasi, mobilità motorizzata, a un ambiente di e per tutte e tutti. Vivibile, accessibile, accogliente. Strumento, e misura, di una città più umana. Appunto.
L’urban center Metropolitano, in viale Manzoni, osservatorio sulle trasformazioni della città di recente apertura, ha ospitato un convegno dell’Associazione italiana di architettura del paesaggio (l’Aiapp) dedicato al ruolo della mobilità nella riqualificazione dello spazio urbano.

Mobilità, urbanistica, ambiente. Amministratori e cittadini. Per ridisegnare l’ecosistema città occorrono sguardo e approccio condivisi. Andando oltre i singoli ambiti di competenza. Oltre le difficoltà e le resistenze al cambiamento. Perché poi, a ben guardare, una voglia di cambiamento c’è ed è diffusa e una scelta di comodità, come l’uso ostinato dell’auto, non necessariamente coincide con una scelta di benessere, individuale e collettivo.
Ne ha parlato Eugenio Patanè, assessore capitolino ai Trasporti, tra gli ospiti istituzionali del convegno.

Ripensare la città partendo dai numeri più chiari, inequivocabili, ha suggerito l’assessore.
A Roma, ha ricordato Patanè, ci sono 300mila auto in più delle patenti di guida possedute. Queste auto, per il 92 per cento del tempo sono ferme, occupando e condizionando lo spazio pubblico.
Senza dimenticare, naturalmente, il tema degli incidenti, della sicurezza stradale. Nella Capitale nel corso del 2025 ci sono state 124 vittime di incidenti stradali.
Necessario dunque superare l’approccio auto-centrico, sottraendo alle automobili il dominio delle strade, che devono tornare a essere di tutti. Una città intermodale. Che usa di più il trasporto pubblico, integrandolo con gli spostamenti a piedi e in bicicletta, con i mezzi della mobilità condivisa.
Una città, anche, che realizza nuove infrastrutture di mobilità, come una tranvia, una pista ciclabile, non solo inserite ma integrate nell’ecosistema urbano, patrimonio di tutti.
Nella cornice dell’urban center Metropolitano è intervenuta anche Roma Servizi per la Mobilità, portando esperienza e sfide quotidiane per la progressiva trasformazione della Capitale, e del suo paesaggio, attraverso appunto la ridefinizione delle strade che l’attraversano e dei mezzi che queste strade percorrono.
Sono diverse le leve su cui Rsm agisce, su input di Roma Capitale. Le ha ricordate la presidente e Amministratrice delegata, Anna Donati.

Dalle isole ambientali alle aree pedonali alle strade scolastiche. E poi il Biciplan, che definisce le infrastrutture, le strategie e le azioni per promuovere l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto quotidiano, sicuro e comodo. Le nuove linee tranviarie come la Ponte Mammolo-Cinecittà, lungo l’asse della Togliatti, o la Verano-stazione Tiburtina. La riqualificazione dei nodi di scambio.
E, ancora, i numerosi interventi messi in campo per aumentare la sicurezza stradale ad esempio con gli attraversamenti pedonali rialzati e luminosi o i lavori sui “black point“, ovvero gli incroci più pericolosi, sia veicolari che pedonali.
Progettazioni, opere e cantieri orientati sempre da uno sguardo d’insieme, da un approccio sistemico alla città.
Per Roma Mobilità è intervenuta anche Angela Verdi, architetto, che ha seguito la progettazione e la realizzazione del Grab, il Raccordo delle biciclette, l’anello ciclopedonale di 50 km che entro l’estate sarà patrimonio della città.
Una ciclovia che attraversa, tocca, “accarezza” e valorizza diversi scenari urbani, Roma i suoi centri e le sue periferie. Aree verdi, tesori archeologici, nodi di scambio del trasporto pubblico. Una struttura di mobilità che si integra nella città, trasformandola.
Come accaduto al “chilometro 0” dell’anello, punto di partenza e arrivo, ovvero l’Arco di Costantino con via di San Gregorio (nella foto di copertina), il tratto centralissimo – inaugurato un anno fa – del Grab che ha portato una riqualificazione della strada, con un’ampia parte dello spazio pubblico sottratta al traffico veicolare e restituita a chi si sposta a piedi e in bicicletta e la realizzazione, a completamento, di un giardino lineare di 2.300 metri quadri, con alberi arbusti e specie erbacee.
– Roma si trasforma anche con il progetto “100 parchi” e con la “Città dei 15 minuti” –
Al convegno organizzato dall’Associazione italiana di architettura del paesaggio, Roma Capitale ha portato anche la sua esperienza con i progetti “100 parchi” e la “Città dei 15 minuti”.
Delle aree verdi, da realizzare o rigenerare, ha parlato Francesca Notarbartolo, urbanista del dipartimento capitolino Tutela Ambientale. 100 parchi da dare o restituire alla città, in particolare alle sue aree più esterne, entro 10 anni, partendo da un primo nucleo di 16 giardini urbani (finanziati con 35 milioni di euro). Aree, come il parco Valsolda, a Montesacro, o il parco di Centocelle, solo per fare degli esempi, da ri-connettere con il tessuto urbano, trame di verde di cui i cittadini possono e devono riappropriarsi. Parchi come ricuciture, come luoghi di fruizione, come spazi da attraversare. Infrastrutture verdi, con percorsi ciclopedonali, zone sportive, orti urbani. Obiettivo, migliorare la vivibilità dei quartieri e, contestualmente, contribuire alla mitigazione degli effetti del cambiamento climatico.
Il primo dei 100 parchi, inaugurato lo scorso aprile, è quello di via Ipponio (nella foto qui sotto). Siamo nel Municipio VII.

Accanto alla nuova stazione di Porta Metronia della metro C, prima area di cantiere proprio della nuova fermata metro, esempio di de-pavimentazione, ovvero rimozione dell’asfalto e trasformazione in area verde con nuovi alberi, zone gioco e percorsi pedonali.
E poi c’è la Città dei 15 minuti, pensata dall’urbanista franco-colombiano Carlos Moreno, messa in pratica negli ultimi anni a Parigi dalla sindaca Anne Hidalgo ma fonte di ispirazione a livello globale, teorizza una città dove i servizi essenziali, come il lavoro, la spesa, il divertimento, lo studio, la salute, sono facilmente raggiungibili, appunto in 15 minuti, a piedi o in bicicletta.
Roma si è data un programma che porti verso questa diversa idea di città, con 15 progetti, uno per ogni Municipio. A illustrarli l’architetto Annarita Carotenuto, del dipartimento Urbanistica.
Comuni gli obiettivi dei 15 progetti. Tra gli altri, la riduzione dell’asfalto; la riconnessione dei sistemi ambientali e di mobilità; lo sviluppo delle connessioni e della sicurezza dei collegamenti con il territorio; la razionalizzazione e l’incremento del sistema dei servizi territoriali.
Simone Colonna
