Sono arrivati (non tutti) convinti che in strada la priorità l’avessero auto e moto. Che la velocità fosse “una figata”. Che correre fosse espressione di coraggio e non di imbecillità.
Dopo due ore di dibattito interattivo i ragazzi del terzo e quarto anno delle scuole superiori hanno in gran parte cambiato idea.
La seconda puntata del progetto di formazione sulla sicurezza stradale, promossa da Roma Servizi per la Mobilità, è andata in scena alla Fiera di Roma.
Non a caso in un luogo iconico: il Motodays. La seconda ha seguito il copione della prima. Non un classico corso ma un laboratorio interattivo. Dove i ragazzi sono stati (e saranno) co-protagonisti.
Tanto da essere chiamati a scegliere il nome del progetto. Che sarà individuato, attraverso una piattaforma ad hoc, tra varie opzioni.
Il luogo ha aiutato molto a sottolineare l’importanza di evitare comportamenti a rischio. In primis la guida in stato di ebbrezza o alterati da droghe. In uno degli stand i ragazzi hanno potuto sperimentare i drug e alcol test che le forze dell’Ordine usano per i controlli in strada. E anche, di grande impatto tra gli studenti, speciali occhiali simulanti le alterazioni che vista e riflessi subiscono quando si alza troppo il gomito o, peggio, si usano stupefacenti.
Sul palco, preceduti dal saluto video dell’assessore Eugenio Patanè – “questo progetto ci permette di condividere con voi l’importanza delle buone regole” – si sono alternate persone che tutti i giorni si battono per ridurre gli incidenti: da Enzina Fasano, presidente della Consulta sulla Sicurezza stradale, che ha ricordato “l’importanza del rispetto di regole all’apparenza poco importanti ma fondamentali come quelle che evitano la distrazione da smartphone al volante o in moto” agli agenti della polizia locale, introdotti dal video-saluto del Comandante Mario De Sclavis: “Le regole salvano la vita, rispettatele sempre” – che hanno sensibilizzato gli studenti sugli effetti nefasti di velocità e imprudenza.
Sempre in tema di velocità – leit motiv della mattinata, e non poteva essere altrimenti – Fabrizio Benvenuti, ingegnere di Roma Servizi per la Mobilità, ha rimarcato la differenza tra un’andatura a 30 e una a 50 kmh (con spazi di frenata che diventano molto più lunghi) mentre Andrea Pasotto, anche lui ingegnere di Roma Servizi per la Mobilità, ha ricordato l’importanza crescente del ruolo del mobility manager scolastico.
Dopo gli studenti, sul palco è stato il turno di un “panel” più istituzionale che ha inaugurato l’evento vero e proprio. Tra i partecipanti anche il direttore generale di Roma Servizi per la Mobilità, Luca Avarello.
“Dobbiamo accompagnare – ha detto – l’uso delle due ruote alla parola sicurezza. In questi ultimi anni è stato fatto un grande lavoro per migliorare l’asfalto e togliere le buche. Altro resta da fare ma siamo sulla buona strada”.