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Semafori, il futuro è nel “bianco”. Allo studio la quarta luce

Rivoluzioni tecnologiche connesse alle smart road e alla guida autonoma

Pubblicato il: 24/03/2026 - Aggiornato il: 24/03/2026

dal 04 Agosto 2023 al 06 Agosto 2023

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Alle origini semplici lanterne a gas. Poi tecnologie sempre più evolute, in grado di interagire in modo “intelligente”. Ora è allo studio la quarta luce: il “bianco”. Anche per i semafori è tempo di rivoluzioni tecnologiche connesse alle smart road e alla guida autonoma che porteranno con sé cambiamenti su diversi piani.  

“L’idea del semaforo “bianco” nasce nel contesto della mobilità connessa e della guida autonoma – spiega Luigi Di Matteo, responsabile dell’Area tecnica di Aci – Oltre ai classici rosso, giallo e verde, il bianco servirebbe a indicare che l’incrocio è gestito principalmente dai veicoli autonomi e dai sistemi digitali di coordinamento. In pratica, quando compare la luce bianca, i veicoli connessi comunicano tra loro e con l’infrastruttura, ottimizzando automaticamente il passaggio all’incrocio. Per gli automobilisti il significato sarebbe semplice: seguire il flusso del veicolo che precede, mentre il sistema coordina i movimenti complessivi. L’obiettivo è ridurre tempi di attesa, migliorare la fluidità del traffico e sfruttare le capacità di calcolo e comunicazione dei veicoli autonomi”.

In che misura la tecnologia delle “smart road” potrà alleggerire i volumi di traffico?
“Le smart road non eliminano il traffico in senso assoluto, ma possono renderlo molto più efficiente. Attraverso sensori, telecamere, sistemi di comunicazione veicolo-infrastruttura e analisi dei dati in tempo reale, la rete stradale può adattarsi alle condizioni del momento. Questo significa, per esempio, semafori che regolano i tempi in base ai flussi effettivi, sistemi di informazione che suggeriscono percorsi alternativi e gestione dinamica delle corsie o dei limiti di velocità. Tutto ciò contribuisce a ridurre congestioni, tempi di percorrenza e anche emissioni. Gli studi indicano che con una diffusione significativa di veicoli connessi e autonomi, la capacità delle infrastrutture potrebbe aumentare senza necessariamente costruire nuove strade”.

La smart road: incognita o opportunità per la sicurezza stradale?
“È soprattutto un’opportunità, anche se non priva di sfide. La sicurezza stradale oggi dipende in larga parte dal comportamento umano, e molti incidenti sono causati da distrazione, velocità eccessiva o errori di valutazione. Le tecnologie di guida assistita e autonoma possono ridurre questo fattore umano. Le smart road aggiungono un ulteriore livello di sicurezza: segnaletica digitale, comunicazione tra veicoli e infrastrutture, segnalazioni anticipate di incidenti o ostacoli, monitoraggio delle condizioni della strada. Tutti elementi che permettono di prevenire situazioni di rischio. Naturalmente restano questioni da affrontare, come l’affidabilità dei sistemi, la sicurezza informatica e la convivenza tra veicoli tradizionali e autonomi. Ma nel complesso la direzione è quella di un sistema di mobilità più sicuro”.

Questo è il futuro. Ma come si è arrivati fin qui?
“I primi semafori risalgono alla seconda metà dell’Ottocento. Il primo dispositivo per regolare il traffico fu installato a Londra nel 1868: funzionava con bracci meccanici e lampade a gas, simili ai segnali ferroviari. Con la diffusione dell’automobile, all’inizio del Novecento, comparvero i primi semafori elettrici negli Stati Uniti. Negli anni Venti si affermò il sistema a tre colori – rosso, giallo e verde – che ancora oggi utilizziamo. Nel secondo dopoguerra arrivarono i sistemi coordinati tra più incroci e, più tardi, i semafori gestiti da computer e sensori per adattare i tempi al traffico reale. Oggi si parla di semafori intelligenti: dispositivi connessi che dialogano con i veicoli, integrati nelle infrastrutture digitali delle smart road. In prospettiva, con la diffusione della guida autonoma, i semafori potrebbero diventare sempre più sistemi di gestione del traffico basati su dati e comunicazione diretta con i veicoli, fino a includere nuovi segnali – come la luce bianca – pensati proprio per coordinare il traffico del futuro”.

  • Gestione e manutenzione degli impianti, nella Capitale i semafori sono affidati a Roma Servizi per la Mobilità


Una rete di 1.458 impianti semaforici, a Roma, di cui 793 centralizzati e distribuiti sulla rete portante del trasporto privato: Colombo, Laurentina, Appia, Tuscolana, Casilina, Prenestina, Trastevere/Gianicolense, Nomentana, Salaria, Flaminia, Tiburtina. 
La gestione e la manutenzione della rete di segnaletica luminosa è una delle attività di Roma Servizi per la Mobilità: dagli impianti semaforici ai segnali stradali luminosi, dalle colonnine agli attraversamenti pedonali luminosi.
Tutti gli impianti semaforici di nuova realizzazione sono dotati di lanterne a LED.
Ogni singolo semaforo in città è “il nodo” di una rete di più impianti e la sua regolazione è correlata con quella degli altri incroci della stessa area in modo da mantenere la coordinazione. 
I tempi del verde e del rosso sono regolati per mezzo di un elaboratore che analizza le condizioni di traffico individuando le situazioni di coda e decidendo sia la durata ottimale dei tempi dei singoli impianti, sia lo sfasamento tra i tempi di verde di impianti diversi per itinerari coordinati.    

Gli attraversamenti pedonali luminosi sono 110 e 74 le colonnine luminose con lampeggianti. A questi numeri si aggiungono quelli della manutenzione: circa 900 al mese gl interventi.

Il nuovo Codice della Strada ha come obiettivo la massima sicurezza del pedone in fase di attraversamento. 
La regolazione semaforica attuale prevede che il pedone possa iniziare l’attraversamento solo in presenza di luce verde e completarlo con il giallo successivo. Il giallo pedonale ha una durata calcolata in base alla larghezza della strada e alla velocità di attraversamento delle utenze deboli (anziani, donne con bambini), tale da garantire a coloro che hanno intrapreso l’attraversamento dell’incrocio di poterlo terminare in completa sicurezza.  

L’inizio dell’attraversamento dell’incrocio da parte del pedone non deve mai avvenire in presenza di luce gialla, ma è necessario attendere il verde successivo. Per aiutare i pedoni nell’attraversamento è stato ideato il dispositivo “countdown”: si tratta di un display a 2 cifre – posto accanto alla luce gialla pedonale (nella foto a destra un esempio) – che indica i secondi residui del giallo, garantendo al pedone di riuscire ad attraversare la strada in sicurezza sapendo quanto tempo ha a disposizione. 
La tecnologia utilizzata è a LED, quindi a basso consumo.

Attualmente a Roma sono presenti 147 semafori dotati di countdown ed è in fase di chiusura la gara per la fornitura di 630 nuovi impianti. 
Le installazioni di questi ultimi inizieranno nel secondo semestre di quest’anno. Intanto però con l’occasione di una ristrutturazione, alcuni impianti countdown sono già in lavorazione su viale Marconi/piazza Edison, lungomare Toscanelli/via degli Acilii, lungomare Duilio/via dei Pescatori e in piazza Pitagora. Già installati, invece, in viale Manzoni/viale Principe Eugenio e su corso d’Italia/via Valenziani.           

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