Superare i limiti di velocità, distrarsi guardando lo smartphone mentre si attraversa la strada o, peggio, si guida la minicar. Gli studenti dell’istituto “Federico Caffè” hanno confessato a cuore aperto i loro errori.
Le iniziative di formazione sulla sicurezza stradale realizzate da Roma Servizi per la Mobilità e rivolte ai ragazzi del terzo e quarto anno delle superiori puntano proprio a questo (qui i dettagli del progetto di comunicazione).
Mettere in piazza gli sbagli significa averli riconosciuti. E quindi avere compiuto il primo passo verso un comportamento virtuoso.
La giornata nell’istituto di Monteverde ha seguito un copione in buona parte diverso dal solito. Stavolta la parte puntata sulla sicurezza stradale è stata preceduta da una mezz’ora divulgativa.
Con un docente d’eccezione: Roberto Fiore, uno dei geologi di Roma Metropolitane che sta seguendo il cantiere per la realizzazione della linea C.
Il suo racconto ha guidato i ragazzi nelle viscere del sottosuolo romano. Spiegando come si costruisce una sotterranea. E soprattutto quali difficoltà si incontrano nel farlo a Roma.
Dove bisogna superare ostacoli legati a strati archeologici e alla presenza di terreni friabili e bisognosi di consolidamento. Un racconto che ha affascinato studenti e professori.
Come anche le spiegazioni di Fabrizio Benvenuti, ingegnere di Roma Servizi per la Mobilità, che ha illustrato ai ragazzi, numeri alla mano, i rischi di chi spinge sull’acceleratore. Mostrando i benefici delle zone 30, sia in termini di riduzione d’incidenti che ambientali e di decoro urbano.
Un intervento rafforzato dalle parole di Daria Giura, dirigente del Dipartimento Mobilità di Roma Capitale. Anche in questo caso l’accento è stato messo su imprudenze e distrazioni. Al volante o a piedi.
Comportamenti rischiosi che possono però essere prevenuti da una giusta progettazione delle infrastrutture e da un’adeguata segnaletica orizzontale e verticale.
La mattinata si è chiusa con il contributo di Loreto Valente, videomaker noto per i suoi filmati – brevi, incisivi e talvolta pungenti – sulla sicurezza stradale (gli stessi che Roma Servizi per la Mobilità sta utilizzando per la campagna divulgata sui suoi social, su questo sito e sui monitor installati a bordo dei treni in metropolitana).
Con la consueta immediatezza Loreto ha catturato l’attenzione dei ragazzi. A giudicare dalle reazioni della platea, tutti hanno capito che viaggiando a 30km si torna a casa sani e salvi.