La prima fase si è conclusa fornendo numeri e statistiche interessanti. In 4 mesi il progetto di formazione sulla Sicurezza stradale organizzato nelle scuole superiori da Roma Servizi per la Mobilità ha coinvolto 8 istituti e 1600 studenti.
L’iniziativa ha guidato i ragazzi verso la scoperta di una mobilità più sicura, sostenibile e inclusiva. Andata in archivio la parte iniziale l’appuntamento è per l’autunno.
Tra settembre e dicembre gli studenti lavoreranno in laboratori creativi, che si terranno a rotazione nei vari istituti, in cui si sperimenteranno nuovi linguaggi per comunicare la mobilità ai coetanei.
Il progetto si chiuderà a dicembre con la Giornata della Mobilità scolastica e la presentazione dei risultati a una giuria di esperti.
La giornata conclusiva ha visto come teatro, un’affollata aula magna dell’istituto tecnico Agrario “Giuseppe Garibaldi”.
La mattinata è stata l’occasione per raccontare ai ragazzi il bilancio degli ultimi mesi, con numeri e statistiche sulle abitudini di mobilità dei coetanei, ma anche per un confronto con altre realtà italiane come Milano, rappresentata al direttore generale di Amat, Valentino Sevino, Torino e Bologna.
In particolare il capoluogo emiliano ha catturato l’attenzione degli studenti con l’illustrazione della zona 30 fatta da Andrea Colombo, già assessore nella città felsinea e grande esperto di mobilità sostenibile. I numeri dicono che la misura ha ridotto drasticamente le vittime in strada. E questo basta (e avanza) a giustificarne l’adozione.
A salutare gli studenti è arrivato anche l’assessore capitolino alla Mobilità, Eugenio Patané
“A Roma – ha detto – è necessario un cambio culturale. Abbiamo più auto che patenti. Le vetture restano spesso ferme in strada occupando suolo pubblico. Dobbiamo passare da una cultura autocentrica a una intermodale potenziando il trasporto pubblico locale. E questo avrà anche benefici sulla sicurezza stradale visto il minore numero di veicoli in circolazione”.
La presidente e Ad di Roma Servizi per la Mobilità, Anna Donati, ha illustrato i risultati più succosi elaborati in questi mesi grazie ai questionari distribuiti durante le varie lezioni.
Alcuni su tutti: Il 75,1% possiede l’abbonamento annuale al trasporto pubblico, il 46,3% arriva a scuola con il Tpl che è quindi la modalità prevalente di spostamento. Anche nel tempo libero, il 43,5% si muove con il Tpl, il 22,3 con l’auto, il 20,6 a piedi, il 7,4 con moto e scooter.
Numeri che indicano una tendenza e un’attenzione in crescita ai temi della sostenibilità da parte dei giovani.
