Otto città a confronto per capire quale sia lo stato di salute della mobilità sostenibile in Italia, soprattutto in termini di equità territoriale e sociale. E’ l’obiettivo dei report “Ztl – Zone a transizione limitata” realizzati da Kyoto Club e Clean Cities Campaign Italia, nell’ambito delle attività dell’Osservatorio Mobilità Urbana Sostenibile. Ciclabilità, pedonalità e trasporto pubblico sono tre delle variabili scelte dai curatori per analizzare il grado di mobilità sostenibile raggiunto da Bari, Bologna, Firenze, Milano, Napoli, Palermo, Roma e Torino. L’analisi valuta anche il trasporto privato in termini di motorizzazione, il reddito e la densità abitativa. Tutto questo utilizzando come unità di riferimento le “particelle” territoriali dei Cap, i codici di avviamento postale.
Cosa emerge da questa analisi? Secondo i curatori, tutte le città procedono a due velocità e la distanza tra centri e periferie, in termini di opportunità di accesso ad una mobilità sostenibile, resta importante.
Dopo Bari, Firenze e Napoli, il 19 febbraio è stato presentato il report dedicato alla Capitale dove emergono differenze sugli indicatori principali tra aree centrali e aree periferiche. Sulla base di dati del 2022, il tasso di motorizzazione ha continuato a crescere, così come in tutti i capoluoghi di città metropolitane, passando tra il 2017 ed il 2022 da 611 a 635 auto per mille abitanti. Se per il trasporto pubblico, secondo il report, l’offerta resta “fortemente centripeta”, così per la distribuzione degli spazi pedonali, nell’ambito della ciclabilità otto aree superano il target europeo. Per l’assessore capitolino alla mobilità Eugenio Patané, il report è “una radiografia a cuore aperto delle nostre città” dove emerge “una linea d’ombra che separa chi ha il diritto di muoversi e chi è condannato all’attesa. La mobilità sostenibile deve diventare un’infrastruttura di cittadinanza per tutti. Ecco perché stiamo costruendo 120 km di ciclabili, abbiamo prodotto un Biciplan di 1.250 km. Il ferro e la ciclabilità devono diventare la nostra ossessione per liberare i romani dalla schiavitù del volante. Se il Governo finanziasse anche Avviso 3 dove solo Roma ha presentato 6 progetti tramviari, la vita dei cittadini sarebbe più facile. Il tasso di motorizzazione è un dato che soffoca le piazze da un lato e la salute delle persone dall’altro. Dobbiamo dimezzare questo numero entro il 2030. Credo che Roma stia diventando però un laboratorio di giustizia climatica e la nostra sfida è unire ciò che l’urbanistica disattenta ha diviso per decenni”.
Secondo la Presidente di Roma Servizi per la Mobilità, Anna Donati, che ha partecipato all’incontro, “negli ultimi venti anni a Roma tutte le residenze a ridosso del Gra e oltre il Gra sono aumentate, passando al 26% di cittadini che vivono oltre Il Raccordo dove il Tpl è rarefatto e in qualche caso è anche difficile da proporre, soprattutto in termini di costi. Per certi territori, in prospettiva, dobbiamo ragionare in termini di intermodalità e multimodalità.”. Riguardo ai dati del report “Ztl – Zone a transizione limitata”, Donati ha però evidenziato l’assenza del trasporto su ferro delle metropolitane e del trasporto ferroviario urbano: “A Roma si stanno costruendo più tram, si stanno adeguando le linee bus con investimenti e nuove metropolitane. Le risorse del fondo tpl restano insufficienti e questo è un problema serio. A Roma, il trasporto pubblico costa più o meno 1 mld di euro, 28/30 per cento deriva dai biglietti. Dal Fondo nazionale attraverso la Regione derivano 240 milioni, ora incrementati di circa 20 milioni. Tutto il resto lo mette, più o meno 450 milioni, Roma Capitale con i propri fondi di spesa corrente. A conferma che Roma ci crede moltissimo al tpl. E’ chiaro che un incremento del Fondo nazionale è doveroso”.
Su ciclabilità e pedonalità, Anna Donati ha ricordato che a Roma è in corso un enorme lavoro con progetti come il Grab, ma tra le difficoltà per realizzare nuove piste ciclabili vi sono le troppe auto ferme per gran parte del tempo. La presidente di Rsm ha infine voluto ricordare che Roma ha ricevuto anche importanti riconoscimenti per il lavoro svolto: l’ultimo, in ordine di tempo, il premio speciale nell’ambito dello European Greenways Award a Bilbao, lo scorso ottobre, per la pista ciclopedonale Monte Ciocci-San Pietro.
