Approvate dalla Giunta Capitolina le nuove Linee guida per l’autorizzazione dei servizi di noleggio sharing a flusso libero di monopattini e di biciclette a pedalata assistita. È l’atto che apre la strada al nuovo avviso pubblico per la selezione degli operatori: fino a tre titoli per il servizio con monopattini e fino a tre per il servizio con biciclette, con autorizzazioni della durata di tre anni, prorogabili tra i quattro mesi e un anno.
Le regole finora in vigore risalgono al 2022 per i monopattini e al 2023 per le biciclette, e scadono rispettivamente il 31 agosto e il 31 ottobre di quest’anno: ci sarà dunque soltanto una breve proroga tecnica per allineare i due servizi.
Nel frattempo è cambiato il quadro nazionale: la legge 177 del 2024 ha introdotto per i monopattini l’obbligo del casco per tutti i conducenti a prescindere dall’età, la targa e il contrassegno identificativo, la copertura assicurativa per la responsabilità civile verso terzi, il divieto di sosta sui marciapiedi fuori dagli stalli individuati dai Comuni. Le nuove Linee guida recepiscono quegli obblighi e vi aggiungono ciò che spetta decidere alla città: dove i mezzi possono stare, quanti possono essere, a quale distanza uno dall’altro, in quanto tempo vanno rimossi quando sono d’intralcio e che cosa accade all’operatore che non rispetta le regole.
Che cosa cambierà con il nuovo bando
Le linee guida approvate oggi tengono fermo l’impianto che ha funzionato — pochi operatori, mezzi distribuiti su tutta la città, funzione di ultimo miglio — e si aggiunge ciò che mancava: l’integrazione tariffaria con il trasporto pubblico, tetti espliciti nelle aree centrali, densità minime garantite nei quartieri, un monitoraggio automatico e un sistema sanzionatorio che arriva fino alla revoca. Le Linee guida fissano la cornice; l’avviso pubblico che ne discende porterà le novità operative, a partire dal nodo che il successo del servizio ha reso più evidente: il decoro dello spazio pubblico nel centro storico e nelle aree di pregio. Monopattini e biciclette potranno essere lasciati soltanto in stalli individuati; in alcune strade l’accesso sarà interdetto; in altre la velocità dovrà scendere sotto i sei chilometri orari, come già previsto dalla legge nelle aree pedonali. Sono previsti inoltre parcheggi dedicati obbligatori e postazioni in cui reperire il casco.
Sul fronte dei mezzi, tutti i dispositivi dovranno essere conformi alla normativa nazionale, con targa, contrassegno e copertura assicurativa. Ma il bando chiederà anche un passo avanti tecnologico: dotazioni in grado di impedire l’avvio del mezzo quando i sensori rilevano due persone a bordo. È la risposta puntuale al comportamento che, insieme alla sosta selvaggia, ha spinto altre capitali europee a vietare il servizio. Sarà infine verificata l’intera catena di fornitura, perché il rispetto delle norme — a partire da quelle antincendio sulla ricarica delle batterie — vincoli non soltanto gli operatori aggiudicatari ma anche i loro appaltatori, restando la responsabilità in capo agli operatori autorizzati.
Integrazione con il trasporto pubblico
Tutti gli operatori dovranno praticare una tariffa agevolata ai titolari di abbonamento annuale Metrebus zona A in corso di validità, tariffa che non potrà subire maggiorazioni per l’intera durata dell’autorizzazione. Il riconoscimento sarà automatico: Roma Servizi per la Mobilità metterà a disposizione degli operatori la verifica in tempo reale della titolarità dell’abbonamento e lo sconto verrà applicato direttamente nell’app di noleggio, senza rinnovi intermedi, fino alla naturale scadenza dell’abbonamento. In sede di gara sarà inoltre premiata l’estensione del servizio lungo le principali direttrici metro-ferroviarie urbane, per servire l’ultimo miglio a partire dai nodi di stazione.
Spazio pubblico: tetti nel centro, quote minime nei quartieri
Nelle aree centrali sono fissati limiti massimi per ciascun operatore e per ciascuna tipologia di mezzo: trenta unità nella ZTL Tridente, trecento nella ZTL Centro storico diurna al netto del Tridente, settanta nella ZTL Trastevere notturna, ottocento nel resto del I Municipio. Fuori dal centro l’obbligo si rovescia: l’area operativa di ciascun operatore non potrà essere inferiore a novantacinque chilometri quadrati e nelle aree periferiche del Piano generale del traffico urbano dovrà essere garantita una densità minima di dodici monopattini e sei biciclette per chilometro quadrato. Il servizio, in altre parole, deve esserci anche dove rende meno.
Le regole di dispiegamento su strada impongono una distanza minima di settanta metri tra i mezzi disponibili dello stesso operatore, raggruppamenti non superiori a cinque unità e almeno due metri tra i raggruppamenti di operatori diversi. La chiusura del noleggio è vincolata all’acquisizione di una fotografia che documenti il corretto stazionamento del mezzo, e le app dovranno impedire la chiusura del noleggio nelle aree in cui la sosta o la circolazione sono inibite. I mezzi lasciati dove non possono stare vanno rimossi entro sei ore dalla segnalazione; in caso di urgenza o inottemperanza interviene l’Amministrazione, con i costi a carico dell’operatore.
Qualità della flotta e sicurezza
I veicoli immessi in servizio non potranno avere una vetustà superiore a ventiquattro mesi, documentata prima dell’avvio e a ogni reintegro della flotta. Il servizio è riservato ai maggiorenni, con registrazione tramite documento d’identità, preferibilmente digitale. Gli operatori dovranno garantire un call center attivo 24 ore su 24 in italiano e inglese, autocertificare l’uso esclusivo di energia rinnovabile per la ricarica e le procedure di riciclo delle batterie, e assicurare una disponibilità di mezzi non inferiore al novanta per cento della flotta autorizzata da aprile a ottobre e al settanta per cento da novembre a marzo.
Controlli automatici e sanzioni progressive
Il rispetto dei limiti di densità e di flotta sarà verificato automaticamente da Roma Servizi per la Mobilità con sette rilevazioni al giorno, una ogni centottanta minuti dalle 5:30 alle 23:30. Le irregolarità fanno crescere in automatico il canone del mese successivo; superata la soglia stabilita scattano una sospensione di sette giorni, poi due sospensioni di trenta giorni con ritiro dei mezzi in deposito e infine la decadenza dell’autorizzazione, con scorrimento della graduatoria. L’operatore continua a versare il canone anche durante la sospensione. Ogni provvedimento è preceduto da una fase di contraddittorio, con dieci giorni per le controdeduzioni. Gli operatori dovranno trasmettere al Dipartimento e a Roma Servizi per la Mobilità i dati dinamici in tempo reale e sarà convocato un tavolo di coordinamento trimestrale con le aziende e la Polizia Locale.
“Sui monopattini in sharing – ha commentato l’assessore alla Mobilità, Eugenio Patanè – l’Europa si è divisa in due. Parigi li ha cancellati dopo il referendum del 2023, Madrid ha revocato le licenze ai suoi tre operatori l’anno successivo, e la stessa scelta è stata fatta a Praga e, in Italia, a Firenze. Capisco perfettamente perché: il monopattino rovesciato sul marciapiede, davanti a uno scivolo o a una fermata dell’autobus, è un’immagine che anche a Roma abbiamo visto troppe volte, e che ha fatto perdere al servizio una parte della fiducia dei cittadini. Non intendo negarlo. Ma credo che vietare sia la risposta comoda e sbagliata: significa rinunciare a uno strumento che copre il primo e l’ultimo miglio, cioè esattamente il pezzo di viaggio che il trasporto pubblico fa più fatica a coprire. La strada che abbiamo scelto è più faticosa: governarli. Numeri chiari, spazio pubblico rispettato, controlli automatici e conseguenze reali per chi non mantiene i patti. A Madrid uno dei motivi del divieto è stato che la gente andava in due sullo stesso monopattino: noi, invece di vietare, chiediamo agli operatori un mezzo che in due non parta”.
“Voglio ricordare – ha aggiunto Patanè – da dove veniamo, perché la memoria in queste cose conta. Nel 2021 Roma aveva sette operatori e oltre ventiseimila mezzi arrivati in città senza che nessuno avesse davvero deciso nulla. Abbiamo scritto il primo regolamento organico, imitato poi da altre città italiane: operatori ridotti a tre, migliaia di veicoli tolti dal centro storico e portati nei quartieri, con l’obiettivo dichiarato di dare a questi mezzi una funzione di trasporto. Quella scommessa l’abbiamo vinta, e lo dice il calendario: i giorni di punta non sono più il sabato e la domenica, sono il mercoledì e il giovedì. Non è più il gioco del fine settimana o il noleggio del turista, è il modo in cui i romani coprono l’ultimo pezzo del viaggio”.
“Ci sono poi due scelte – ha concluso Patanè – che tengo a sottolineare. La prima: chi ha l’abbonamento annuale Metrebus avrà una tariffa agevolata su monopattini e biciclette condivise, riconosciuta in automatico dall’app. È il modo di dire che questi mezzi non sono un’alternativa al trasporto pubblico, ma la sua estensione fino al portone di casa. La seconda: obblighiamo gli operatori a stare anche fuori dal centro, con una densità minima garantita nei quartieri, mentre nel Tridente e nel centro storico fissiamo tetti stringenti. La micromobilità condivisa deve servire chi vive a Roma, non soltanto chi la visita”.
