Il cantiere della metro C e quello per la realizzazione del nuovo capolinea tramviario. Il crocevia tra viale delle Milizie e via Barletta beneficerà nei prossimi anni di un profondo riassetto. La cura del ferro arriverà in doppia razione. Con binari sia in superficie che nel sottosuolo. Ieri pomeriggio l’assessore capitolino alla Mobilità, Eugenio Patanè, accompagnato dalla presidente del I Municipio, Lorenza Bonaccorsi, e dai tecnici di Roma Metropolitane e Roma Servizi per la Mobilità, è andato a visitare l’area dei lavori. Già abbastanza avanti per il futuro capolinea tranviario, nella fase iniziale per la metro C.
L’attesa prima di vedere il tram 19 sul nuovo attestamento che lo riporterà a Prati sarà breve: se ne parlerà già nei primi mesi del prossimo anno.
Per le stazioni Milizie e Mazzini della sotterranea, invece, ci vorrà una decina di anni: traguardo fissato nel 2037.
“Questa zona – ha spiegato Patanè – avrà grandi benefici dall’infrastrutturazione sulla mobilità. Era importante venire a vedere lo stato del cantiere della metro soprattutto dopo il maltempo dei giorni passati che, come abbiamo constatato, per fortuna non ha prodotto conseguenze”.
“Per quanto riguarda il tram – ha proseguito l’assessore – il nuovo capolinea permetterà di riportare il 19 in Prati al servizio di istituti scolastici, dello scambio con la metro A, degli uffici giudiziari e di tante aziende. L’attestamento permetterà, rispetto al passato, di utilizzare vetture bidirezionali che potranno subito ripartire nel verso opposto. La posa dell’armamento dovrebbe terminare il prossimo mese di dicembre in modo da iniziare l’elettrificazione della linea a gennaio e consentire, a febbraio, di avviare le procedure che porteranno all’entrata in esercizio”.
Capitolo metro C: come spesso accade quando si scava nel Centro di Roma il lavoro è complesso. Il terreno, intriso di acqua, va prima consolidato attraverso la costruzione di una “scatola”: si posano grandi “pareti” (tecnicamente definite diaframmi) al cui interno si ricava poi la futura stazione.
All’incirca la stessa operazione che si sta facendo a piazza Venezia ma a profondità inferiore (a Prati si scenderà fino a 35 metri, davanti al Vittoriano si arriverà a 85). “Anche in questa zona – ha spiegato l’ingegner Andrea Sciotti, direttore tecnico di Roma Metropolitane – ci sono terreni alluvionali difficili da gestire che richiedono interventi di consolidamento. Stiamo procedendo con le attività propedeutiche allo scavo. La realizzazione dei diaframmi partirà a inizio 2027”.
