Un’aula magna piena. Le prime idee. L’avvio della seconda fase di Flexiamoci, l’iniziativa di formazione sulla sicurezza stradale rivolta ai ragazzi delle scuole superiori coordinata da Roma Servizi per la Mobilità, è stato ospitato dall’istituto tecnico Armellini, a San Paolo. Dopo il primo ciclo di 10 lezioni, tra febbraio e maggio di
quest’anno, il passo successivo è coinvolgere gli studenti su un obiettivo sfidante: costruire una campagna di comunicazione rivolta ai coetanei. Nessuno meglio di un 17enne sa come parlare ai 17enni. Messa così sembra facile. Perfino banale. Ma non lo è. Durante la prima lezione – introdotta dai saluti della preside, Elisa Pietropaoli, della presidente e Ad di Roma Servizi per la Mobilità, Anna Donati, e del presidente della commissione capitolina Mobilità, Giovanni Zannola – ai ragazzi è stato chiesto un primo contributo di proposte. Stimolati dal responsabile del progetto Flexoamoci, Stefano Brinchi (che lo coordina per conto di Rsm) gli studenti hanno iniziato a toccare con mano la distanza tra l’idea e la messa in pratica. Sicuramente un buon training in vista dei futuri impegni lavorativi. Perché un conto è dire, come hanno fatto alcuni (pochi a dire il vero), “usiamo l’intelligenza artificiale” oppure “utilizziamo Instagram” un altro è dare concretezza alle cose. Trovare lo slogan adatto, la chiave giusta per aprire la porta blindata che è la mente di un ragazzo. Catturare la sua attenzione, stimolarne la curiosità. Una prima buona idea, coinvolgendo anche gli insegnanti in aula, l’ha mostrata agli studenti il videomaker Loreto Valente (già autore di diverse campagne sulla sicurezza stradale): la musica. Il linguaggio universale che non conosce tempo e spazio. Perché non diffondere un messaggio attraverso le note, magari scrivendo e interpretando (visto che in aula c’erano almeno due chitarristi) una canzone sul tema? La sfida è lanciata. I ragazzi, c’é da scommetterci, l’hanno raccolta.
