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Incidenti, in Europa prevale la percentuale sulle strade urbane

Lo studio della Fondazione Caracciolo analizza il periodo 2014-2024

Pubblicato il: 02/07/2026 - Aggiornato il: 02/07/2026

dal 04 Agosto 2023 al 06 Agosto 2023

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Buona parte degli incidenti stradali, in Europa, avviene in ambito urbano. Nel Vecchio continente la percentuale tocca il 69% con il 38% di decessi.

A fotografare la situazione, che considera l’evoluzione tra il 2014 e il 2024, è l’analisi comparativa, a livello Ue, realizzata dalla Fondazione Filippo Caracciolo in collaborazione con l’ Aci (Automobile Club d’Italia) e il Dipartimento Ingegneria dell’Ambiente e Territorio del Politecnico di Torino.

L’Italia, in questo panorama, non fa eccezione: oltre il 73% degli incidenti e il 43% delle vittime si registra in città. In Francia e Germania il 33% dei decessi è dovuto a incidenti su strade urbane, in Spagna il 29. Tra i moltissimi risultati di estremo interesse c’è il confronto tra 9 grandi città italiane e straniere: Barcellona, Berlino, Londra, Madrid, Milano, Napoli, Parigi, Torino e Roma. Pur essendo realtà molto diverse tra loro alcune possono essere assimilate. Roma può esserlo a Londra per superficie territoriale ed a Madrid e Berlino per numero di autovetture in strada. Tutte, comunque, hanno un dato in comune: gli incidenti in ambito urbano rappresentano oltre il 90% del totale.

Roma, in questo panorama, come ha spiegato Giuseppina Fusco, presidente della Fondazione Caracciolo, registra tassi di incidentalità e di motorizzazione decisamente superiori ad altre grandi metropoli come Londra e Parigi.
“Un fenomeno – ha spiegato – che è molto legato al pendolarismo tra casa e ufficio e anche ai crescenti flussi turistici”. “Va comunque detto – ha sottolineato – che l’attuale Amministrazione comunale sta facendo un grande lavoro, con scelte coraggiose, per adottare forme di limitazione alla circolazione dei veicoli privati a tutto vantaggio della sicurezza. Non si vuole demonizzare l’auto ma si tratta di provvedimenti necessari”.

Alla presentazione dello Studio c’era anche l’assessore capitolino alla Mobilità, Eugenio Patané. “La messa in sicurezza dei punti pericolosi (i black points, ndr) che abbiamo individuato in base ai dati sull’incidentalità ha già prodotto benefici effetti. Ma ovviamente il lavoro prosegue. Sulle strade la nostra attenzione deve essere continua e costante”.

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