La mobilità come servizio. In inglese MaaS (Mobility as a Service). Tradotto: rendere la mobilità sostenibile, alternativa al mezzo privato, più accessibile e “cliccabile”.
L’obiettivo è permettere, da un’unica piattaforma, di pianificare, prenotare, pagare uno spostamento. Magari muovendosi con varie modalità: bus, metro, bike e/o car sharing, taxi, monopattino. La sperimentazione, finanziata in gran parte – 40 milioni su circa 60 totali- da fondi Pnrr si chiuderà tra qualche giorno (il termine è il 30 giugno). E Roma ha ospitato il convegno conclusivo che ha tracciato le somme e indicato-auspicato gli obiettivi futuri.
MaaS for Italy ha coinvolto 13 territori tra città e regioni – con un milione di viaggi effettuati e circa 60mila iscritti – configurandosi come una delle principali sperimentazioni europee nel campo della mobilità digitale. Roma Capitale è stata una delle prime tre città ad avviarla con Roma Servizi per la Mobilità nel ruolo di MaaS Integrator, ossia responsabile dell’infrastruttura tecnologica e dell’integrazione dei servizi.
Fondamentale è stato il contributo di partner tecnologici come Accenture, per la realizzazione della piattaforma nazionale ed Almaviva per il supporto all’integrazione dei dati e dei sistemi e alla realizzazione di piattaforme locali interoperabili a supporto dell’ecosistema della mobilità.
Il tema, terminata la sperimentazione (e i fondi Pnrr), è capire come proseguire per non disperdere l’esperienza acquisita.
Sul palco dell’aula magna di Roma Tre, nell’area dell’ex mattatoio, il grido d’allarme è stato unanime. A cominciare da quello del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri.
“La Mobility as a service – ha detto – è stata utilizzata a Roma all’89,2 per cento per gli spostamenti con autobus, metropolitane e tram. Ha consentito di generare un +6 per cento di utilizzo del trasporto di massa e ha incrementato di 19 punti percentuali l’uso dei mezzi in sharing”. “Come sappiamo – ha proseguito- il trasporto pubblico locale, a differenza di altri servizi, non si regge sulla tariffa ma sul finanziamento pubblico. Per questo riteniamo che sia necessario ci sia il giusto supporto del governo in termini di finanziamenti post Pnrr e di un maggiore sostegno al trasporto pubblico locale che oggi è sotto finanziato”.
“Stiamo mettendo a terra – ha proseguito il sindaco – 10 miliardi di investimenti sui trasporti, di cui 6,5 miliardi sul ferro. È il più grande investimento sui trasporti di Roma da anni”.
“MaaS può offrire un importante supporto organizzativo, per questo siamo stati nel gruppo di testa della sperimentazione”.
Sul punto è intervenuto anche l’assessore capitolino alla Mobilità, Eugenio Patanè.
“Roma – ha detto – ha subito creduto nel progetto. Attraverso Roma Servizi per la Mobilità ci abbiamo lavorato attivamente fin dal primo momento attraversando varie fasi e sottoponendolo anche a stress test come la finale di Coppa Italia di calcio dove sono state gestite migliaia di spostamenti in un’unica soluzione integrata.
“La domanda ora è: come si prosegue dopo il Pnrr? Servono una piattaforma nazionale, un sistema regolatorio stabile e una governance permanente”.
“Fondamentale infine – ha concluso l’assessore – è un trasporto pubblico forte che faccia da fulcro all’intero sistema e favorisca l’intermodalità. Per questo Roma si sta impegnando su questo fronte come non accadeva da anni con 10 nuove linee di tram, il prolungamento della metro C e nuove piste ciclabili”.
A lanciare l’allarme sul pericolo di troncare un percorso virtuoso per mancanza di finanziamenti è stata anche Anna Donati, presidente e Amministratrice delegata di Roma Servizi per la Mobilità.
“Occore chiedere risorse – ha affermato – per fare in modo che le piattaforme non si spengano. Se accadesse sarebbe poi complicato in futuro riannodare i fili. Se proseguiremo a lavorare con le giuste risorse questa sperimentazione avrà un grande futuro”.
“Il trasporto pubblico – ha continuato – è e dovrà essere senz’altro la spina dorsale di ogni ragionamento ma dovremo lavorare soprattutto su un aspetto fondamentale: convincere gli attuali automobilisti a cambiare modalità di spostamento virando verso la sostenibilità”.
Per approfondire. Come raccontato, l’essenza del modello MaaS risiede dunque nella transizione dal concetto di mobilità come spostamento da organizzare in prima persona gestendo singolarmente ogni passaggio a servizio onnicomprensivo da utilizzare al bisogno. Con app dedicate che combinano varie funzionalità e offrono diverse alternative di viaggio, gli utenti possono pianificare, prenotare e pagare più servizi in base alle proprie esigenze facendo, però, un’unica esperienza di viaggio intermodale.
Per saperne di più si può consultare la pagina dedicata al MaaS qui sul sito di Roma Mobilità.
