E’ previsto per il 28 febbraio il termine dei lavori per il parcheggio interrato a piazza dei Giureconsulti al servizio della stazione Cornelia della Metro A, anche se è probabile che si possano registrare un paio di settimane di ritardo a causa dell’ultima fase dei lavori e che quindi l’inaugurazione della struttura possa avvenire intorno alla metà di marzo 2027.
E’ quanto emerso oggi nel corso di un sopralluogo effettuato dall’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè e dalla presidente del Municipio XIII, Sabrina Giuseppetti alla presenza dei tecnici della società privata Re Park che sta svolgendo i lavori nell’ambito del project financing approvato negli scorsi anni dall’amministrazione comunale.
Inizialmente, con i lavori iniziati nell’estate del 2025, l’apertura era stata fissata a luglio 2026, poi era stata posticipata a dicembre 2026. Il rinvio, come spiegato dai tecnici dell’azienda, dipende da problemi di stabilità e messa in sicurezza che hanno reso necessaria una variante sul progetto originale.
“Comprendo che ci sono lavori complessi da fare e la sicurezza è una priorità”, ha detto l’assessore Patanè.
“Inoltre – ha aggiunto – questo ritardo pesa sull’azienda che ha un tempo di concessione definito, il quale si abbrevia, tanto più il parcheggio resta chiuso per lavori”.
Come previsto nel project financing i tre piani sotterranei saranno interrati. Nei due piani a disposizione della sosta – dove ci saranno 240 posti auto e 80 per le moto – invece, rispetto alle previsioni iniziali, verranno rimossi i pilastri e saranno installate travi nei solai. Le travi, è stato spiegato nel corso del sopralluogo, sono state realizzate a misura, per ciascuna ci sono voluti venti giorni di produzione, l’installazione inizierà domani con un rafforzamento del personale, si passa da 20 a 40 operai. Per la sistemazione delle travi è previsto un mese di lavoro, per la realizzazione dei solai altri trenta giorni.
“Riqualificare e trasformare un parcheggio da 650 posti interrato, fino a 30 metri di profondità, in un parcheggio da 250, è un lavoro ciclopico – ha aggiunto Patanè – Sarebbe stato più facile rifarlo da zero. Mi pare però che a oggi tutti i problemi siano risolti. Per una volta il ritardo non è dovuto a un lassismo dell’impresa, il problema è stato legato proprio a una difficoltà strutturale del tipo di cantiere che stiamo realizzando”.
