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Pubblicato il: 13/12/2024 - Aggiornato il: 13/12/2024
La Redazione
Black points, ecco come si lavora per migliorare la sicurezza stradale

Già realizzato l’intervento su via Nomentana-corso Trieste. Su questo incrocio, in passato, gravissimi incidenti

L'ex back point di via Nomentana

Un bollettino di guerra. Con numeri da brividi. E’ ancora troppo pesante il bilancio degli incidenti stradali. Provocati da distrazione, velocità eccessiva, manovre azzardate, abuso di alcol, uso di droghe e quant’altro. Ma spesso
favoriti, se non addirittura generati, da strade inadatte al contesto. Perché progettate in epoche passate, quando i volumi di traffico erano di gran lunga inferiori. Oppure perché situate in punti dove l’unico baluardo contro
l’imprudenza è la segnaletica. Che a volte, da sola, non basta a scongiurare infrazioni pericolose. Quando si parla di Black point ci si riferisce proprio a questo. A un luogo dove, al di là di qualsiasi opinione, le statistiche sugli
incidenti degli ultimi anni – gravi o mortali - parlano chiaro. A posti – siano essi strade, incroci o attraversamenti - che pagano l’anacronismo rispetto all’evoluzione della mobilità cittadina. Che hanno urgente bisogno di essere
adeguati alle nuove modalità di spostamento. Assieme agli interventi “materiali” restano fondamentale quelli sulla
comunicazione. La sicurezza stradale passa in larghissima parte dal rispetto delle regole. E soprattutto le giovani generazioni, già a scuola, devono conoscerle e metabolizzarle. 

Non a caso Roma Servizi per la Mobilità, da anni, accanto alla progettazione di infrastrutture, si occupa di organizzare corsi e iniziative di formazione rivolte proprio ai ragazzi in età scolastica. Il processo di formazione relativamente al tema di educazione stradale deve essere presente in tutte le scuole secondarie di secondo grado in modo che ogni ragazzo abbia progressivamente modo di apprendere quali sono i comportamenti corretti da
tenere quando si utilizza uno spazio comune, come quello della strada. 

Il piano di Roma Capitale si chiama così: black points. Il “nero” sta a significare la pericolosità sociale. L’esigenza, il dovere, di intervenire. I punti pericolosi individuati – è bene ribadirlo, in base alle statistiche – sono 175. Classificati grazie al lavoro congiunto dell'Assessorato alla Mobilità, del Dipartimento Trasporti e mobilità sostenibile e di Roma Servizi per la Mobilità. Gli interventi sono iniziati già da diverso tempo e alcuni degli ormai ex punti pericolosi sono stati messi in sicurezza. E’ il caso dell’incrocio tra via Nomentana e via Zara e di quello tra via Cardinal Pacca e via San Pio V. 

Su altri (la prima fase prevede l’intervento in 75 punti) si inizierà a breve. Ogni luogo ha e avrà le sue caratteristiche specifiche per i lavori di messa in sicurezza. Ma alcune sono comuni:
- migliore definizione delle traiettorie; possibile calibrazione dell'area di
incrocio (per lo più con segnaletica e minime opere fisiche);
- controllo e riduzione delle velocità: nuova segnaletica orizzontale/verticale/luminosa; 
- riorganizzazione infrastrutturale leggera dell'intersezione (riprofilatura cigli e cordoli spartitraffico; rimodulazione e messa in sicurezza spazi e percorsi/attraversamenti pedonali, ottimizzazione spazi di sosta e
visibilità);
- ottimizzazione delle manovre e della regolazione semaforica;
- revisione/modifica delle discipline di circolazione;
- completa riconfigurazione infrastrutturale pesante dell'intersezione
- realizzazione (sottopassi/rotatorie/rampe); tipologia G: specifico impiego di soluzioni tecnologiche (per controllo passaggio con il rosso e rispetto dei limiti di velocità).
 

INTERVENTO VIA NOMENTANA-VIA ZARA

Il primo intervento realizzato ha permesso la messa in sicurezza di tre incroci. In passato balzati tristemente agli onori delle cronache:

- via Nomentana-Corso Trieste-via Lazzaro Spallanzani;
- via Nomentana-via Zara;
- Corso Trieste-via Zara-via Alessandria

La necessità di intervenire era tutta in questi numeri:
22 incidenti in 10 anni, 13 feriti e una vittima; il 60% dei sinistri aveva causato danni alle persone con due pedoni coinvolti. Un costo sociale medio annuo che ammontava a 800mila euro. Cifre eloquenti. Frutto dell’infrazione da brividi che veniva effettuata dai veicoli (non da tutti, per fortuna) prima dei lavori. Con la svolta vietata, a sinistra, da via Nomentana verso Corso Trieste. Una manovra da pazzi che metteva a repentaglio i veicoli in transito su via Nomentana e gli attraversamenti pedonali.
Ma è il passato. I lavori hanno permesso l'adeguamento della segnaletica stradale e l’istituzione di segnali dedicati alle svolte a sinistra dalle corsie laterali di via Nomentana. In particolare in direzione Porta Pia è ora possibile svoltare a destra su via Zara e da qui su Corso Trieste per immettersi su via Lazzaro
Spallanzani. In direzione opposta ora si può svoltare a destra su via Francesco Redi, a sinistra su via Bartolomeo Eustachio e da qui su via Lazzaro Spallanzani per immettersi su Corso Trieste.

All’incrocio tra via Nomentana e via Zara, sono state rese di fatto impossibili manovre azzardate e pericolose. I lavori hanno previsto:
- il rifacimento della segnaletica orizzontale;
- la chiusura del varco sulle isole spartitraffico (che lasciava spazio a infrazioni)
e la riconfigurazione dell’attraversamento pedonale semaforizzato;
- la realizzazione di scivoli sui marciapiedi laterali con l’abbattimento delle
barriere architettoniche.
Su via Nomentana, in corrispondenza di via Zara, sono stati ampliati i marciapiedi laterali per impedire la sosta illegale in corrispondenza dell’incrocio ed è stata realizzata una nuova isola di protezione dell’attraversamento
pedonale.
Tra Corso Trieste, via Zara e via Alessandria sono stati ampliati i marciapiedi esistenti per indietreggiare le auto in sosta e aumentare la visibilità. I marciapiedi sono stati protetti da barriere parapedonali per impedire la sosta illegale.