S.T.A.T.U.S.

(ultimo aggiornamento: dicembre 2016)

Scenari Trasportistici e Ambientali per un Trasporto Urbano Sostenibile (S.T.A.T.U.S.)

La mobilità a Roma: ieri, oggi e sviluppi futuri

La strana alleanza che sembra essersi instaurata da qualche anno nella Capitale d’Italia tra il decentramento delle residenze ed il progressivo diminuire del numero degli spostamenti sembra mostrare delle prime piccole crepe. Se da un lato, infatti, il progressivo popolamento delle periferie romane, e dei suoi comuni limitrofi, a scapito delle zone più centrali, non si è arrestato neanche nel corso del 2015, la progressiva erosione nel numero degli spostamenti giornalieri mostra, invece, timidi segnali di inversione di tendenza.

L’analisi dei dati ufficiali dell’ISTAT e dall’Ufficio Anagrafico del Comune di Roma mette in evidenza come la popolazione che vive oltre la cintura del Raccordo sia arrivata ormai oltre il 27% del totale, un romano su quattro. A partire dal 2005 questa dinamica di diffusione del tessuto urbano ha valicato anche i confini della municipalità, interessando sempre di più anche i comuni dell’hinterland. I dati mostrano infatti che, nel 2005, la città di Roma rappresentava da sola circa i 3/4 della popolazione dell’intera provincia, oggi solo i 2/3. In termini assoluti significa che, dal 2004 ad oggi, la Provincia (non considerando Roma) ha registrato un saldo attivo di oltre 500.000 residenti: dai 947 mila del 2004 al milione e 470 mila del 2015.

Le dinamiche della popolazione residente nel comune di Roma appaiono più complesse: il numero totale di abitanti attuali è praticamente identico a quelli che si avevano nel 1993 (2.851.000 al 31/12/92 - 2.874.000 al 31/12/2014) con un andamento decrescente tra il 1993 ed il 2000 (2.806.000 al 31/12/2000), crescente dal 2000 al 2013 (2.913.000 al 31/12/2012), e nuovamente decrescente fino ai 2.874.000 del 31/12/2014.

La città (metropolitana) di Roma, dunque, si sta espandendo sempre di più (fenomeno che gli inglesi chiamano sprawl urbano), contravvenendo ad uno dei postulati della pianificazione dei trasporti: tanto più una città è compatta e densa – in termini insediativi - tanto più efficace e sostenibile sarà il suo sistema di trasporto, pubblico in particolare. Di contro però la città non ha mai smesso di essere il baricentro delle attività lavorative dell’intera Provincia, rispetto alla quale ha rappresentato e rappresenta il più importante polo attrattore di persone e merci. Il numero di addetti tra il censimento del 2011 e quello del 2001 ha registrato un incremento di oltre 110.000 unità, che arrivano a circa 250.000 se si prende a base di paragone il censimento del 1991. Appare quindi evidente come una qualsiasi pianificazione della mobilità debba sempre più tener conto delle periferie e del loro sviluppo, con una sempre maggior attenzione alla pendolarità; potenziando i servizi di trasporto nelle zone esterne della città. incrementando la sinergia tra i diversi gestori dei servizi così da aumentare l’effetto rete.

Non vanno comunque mai dimenticate le parole del grande urbanista Italo Insolera:

Roma: “potrà diventare una città moderna se smetterà di crescere”; a Roma: “la storia di un’anomala modernizzazione ha lasciato nella forma della città fratture profonde che condizioneranno pesantemente chi vorrà disegnare immaginifici scenari per il futuro. Sarà quindi più saggio dedicarsi a rielaborare l’esistente in un’invenzione che lo trasfiguri, seguendo la lezione borrominiana di trarre il bene dal male.”

Gli ultimi indirizzi presi dall’Amministrazione Comunale sembrano dirigersi nella direzione sperata. L’aggiornamento del Piano Generale del Traffico Urbano a 15 anni di distanza dal precedente si pone obiettivi ambiziosi che partono dalla presa di consapevolezza che Roma si è profondamente trasformata: è stato approvato un nuovo Piano Regolatore, sono nati nuovi quartieri che, in assenza di adeguate infrastrutture di mobilità, hanno accentuato le diseconomie connesse al fenomeno della dispersione urbana e favorito l’incremento dell’uso delle autovetture e delle due ruote motorizzate.

Per la prima volta il PGTU guarda oltre il simbolico – ed ormai anacronistico – confine del Raccordo, definendo obiettivi ed azioni da perseguire per la zona “Extra GRA” e per la “città verso il mare”. Gli obiettivi dichiarati dal PGTU parlano di:

  • aumento della mobilità ciclabile
  • incremento del 20% della velocità commerciale del servizio di TPL sugli assi portanti
  • aumento del 20% degli utenti del TPL
  • dimezzamento nel 2020 dei morti sulle strade del 2012
  • realizzazione di almeno un’isola ambientale in ogni municipio
  • organizzazione del Centro storico per isole ambientali progressivamente estese alle aree esterne permettendo la circolazione ai soli mezzi a basse emissioni
  • progressiva riduzione delle emissioni di CO2 da traffico

Accanto al PGTU, che per natura ha un arco temporale di azione di breve periodo (4-5 anni), l’Amministrazione con l’ausilio di Roma Servizi per la Mobilità sta avviando il PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile), la cui redazione è stata promossa dalla Commissione europea, con il Piano d’azione sulla mobilità urbana (2009) e con il Libro bianco sui trasporti (2011), come strumento di pianificazione di nuova concezione. Proprio nel PUMS si tenterà di mettere in pratica l’auspicio di Insolera, disegnando uno scenario futuro in grado di ricucire, almeno in parte, le fratture che la modernità ha creato nella città, investendo in modo organico nel trasporto pubblico con particolare riferimento al tram ed al miglioramento dell’intermodalità.

L’obiettivo della presente pubblicazione è quella di valutare l’evoluzione della mobilità nell’area metropolitana di Roma, analizzando il presente ed il passato prossimo, e guardando il futuro in relazione alla completa realizzazione delle previsioni contenute negli strumenti pianificatori vigenti secondo un programma di attuazione progressivo. Si vuole quindi monitorare l’evoluzione demografica e della mobilità nell’area di Roma e Provincia, sia con riferimento all’annualità passata, sia in relazione alle progressive realizzazioni delle previsioni contenute negli strumenti pianificatori vigenti. Per questa ragione il documento è suddiviso in due sezioni: la prima relativa alla ricostruzione dello stato attuale, la seconda alla valutazione degli scenari futuri.

Nel documento il presente è il 2015. Il passato è quello prossimo: 2009, 2011, 2012, 2013 e 2014, per fotografare i cambiamenti avvenuti nel 2012 - con l’apertura della diramazione B1 della linea B - nel 2014 e 2015 - con rispettivamente: l’apertura della metro C da Pantano a Centocelle e la variazione del costo della sosta tariffata; l’arrivo della nuova metro C al terminale provvisorio di Piazza Lodi. L’evoluzione progressiva della rete e delle cubature è declinata in tre scenari: breve, medio e lungo periodo.

Il breve termine è lo scenario in cui si completeranno le opere in corso di realizzazione: il completamento della metro C da Lodi fino a San Giovanni, l’attivazione del nuovo servizio ferroviario Vigna Clara – Ostiense, della fermata di Ponte di Nona e del corridoio laurentino.

Il medio periodo è uno scenario intermedio rispetto al completamento del PRG. E’ lo scenario in cui si ipotizzano realizzate: la metro C fino ad Ottaviano, la B a Casal Monastero e la A a Torrevecchia; in cui si investe sulla cultura del tram, con la realizzazione di nuovi tronchi infrastrutturali – tra cui Via dei Fori Imperiali, Via Cavour, Viale Marconi, Via Tiburtina, Ponte della Musica, per citarne alcuni. Lo scenario si concentra inoltre sul tema dell’integrazione dei servizi attraverso il disegno di sistemi a fune in grado di aumentare “l’effetto rete” e l’intermodalità. A completamento della potenziata offerta di trasporto, si investe sulle corsie preferenziali del TPL con la realizzazione di nuove busvie ad alta capacità ed efficienza; sul potenziamento della rete ferroviaria e dei parcheggi di scambio e sul miglioramento tecnologico sulla rete metropolitana esistente.

Il lungo periodo è lo scenario prospettato dal Nuovo Piano Regolatore ed integrata dal Piano Strategico della Mobilità Sostenibile, tuttora vigente.